RECENSIONI - Tutto Tolkien in 1200 quiz
di Andrew Murray
(Milano: Rusconi, 1997), pagg. 168, L. 19000
recensione di Carlo Stagnaro
Probabilmente a tutti i tolkieniani è capitato diverse volte di giocare, come Bilbo e Gollum, al gioco degli indovinelli ; la materia è, ovviamente, la storia e la leggenda della Terra di Mezzo. E così si passano ore a scervellarsi per trovare una domanda (o la risposta) di una difficoltà tale da mettere gli amici alle strette. Terra di Mezzo stessa, non diversamente da Amon Hen e da altre fanzine, ha pubblicato quiz e cruciverba.
Rusconi (e, prima di lei, Harper Collins) ha pensato bene di cavalcare londa di questo intrattenimento stampando il libro di Andrew Murray Tutto Tolkien in 1200 quiz.
Bisogna riconoscere che il libro è veramente ben realizzato ed in grado di far divertire compagnie tolkieniane per interi pomeriggi. E strutturato in 100 sezioni di 12 domande ciascuna, ognuna dedicata ad un preciso argomento.
Ce nè per tutti : dal lettore inesperto al più ferrato, chiunque troverà domande facilissime (da guardare quasi con disprezzo) e un secondo dopo dovrà scervellarsi a riflettere su un episodio della storia sperduto tra le pagine dei Racconti Incompiuti ; non sono trascurate neppure la vita di Tolkien, la geografia della Terra di Mezzo, le opere "minori" e così via. Insomma, cè pane per i denti di tutti.
Può capitare di rispondere a mitraglietta di fronte a domande come "Cosa era il lembas ?" o di esitare chiedendosi "Chi insegnò a sua nonna a schiacciare le uova ?" o addirittura essere costretti ad un imbarazzante silenzio (come chi scrive) non sapendo "Quale isola ricevette il nome di Tol - in - Gaurhoth e quale significato esso aveva ?".
La difficoltà delle domande non deve spaventare, tanto che lautore stesso, nella prefazione, è costretto ad ammettere che "persino io non sarei in grado, lì per lì, di rispondere a tutte", né chi ha letto poco di Tolkien deve mostrarsi riluttante ad entrare nel gioco ; è ancora Murray a sostenere che
"se il lettore non ha ancora esplorato le delizie di queste terre periferiche [le fiabe, il materiale biografico,..., ndr] mi auguro che le domande cui dovrà rispondere lo incoraggino a riempire uno zaino e a smarrirsi nel mondo di Tolkien (è talmente preferibile al nostro !)".
Le sezioni, come già detto, sono "ad argomento" e si articolano in una "Domanda di partenza" (generalmente assai facile), 10 domande "ordinarie" e la domanda finale "Tie Break", spesso per i soli esperti. Ogni sezione porta un titolo che può derivare dal nome di un personaggio (Frodo, Bilbo, Sauron, Gandalf,...), un luogo (la Contea, Paesi e Città,...), un episodio (Sia fatta la luce, La Guerra dellAnello,...) e chi più ne ha più ne metta. Non mancano neppure i giochetti del tipo "collegare i termini della prima colonna con quello relativi della seconda" (magari i primi in Quenya e i secondi in Sindarin...) o i quiz a risposta multipla, "chi o cosa non fa parte del gruppo" e le "descrizioni" da cui ricavare il nome del personaggio in questione. E poi tante, tante domande assurdamente difficili.
Non mancano neppure (come è ovvio) le soluzioni : ma sconsigliamo vivamente dal leggerle, almeno fino a quando si è raggiunta la disperazione più totale e / o lorlo del suicidio.
E ancora : giocare da soli o in compagnia ? Sicuramente giocare da soli è stimolante (e spesso avvilente, se non si azzeccano le risposte) ma giocare in compagnia, magari intorno ad un fuoco scoppiettante con cibo e bevande, alla maniera Hobbit, è tutta unaltra cosa ; e perché non organizzare "agoni tolkieniani", sempre intorno allirrinunciabile tavola imbandita ?
Insomma : questo libro concede unoccasione irrinunciabile per passare un pomeriggio e poi una sera e poi lintera notte (si sa, Tolkien è un po come una "droga" cui è difficile rinunciare : chi non ha passato ore ed ore sui suoi libri rendendosi poi conto, in un misto di costernazione e divertimento, che si è fatto tardi ?) in compagnia, in un modo un po diverso dal solito.