RECENSIONI - Morgoth's Ring, History of
Middle Earth n. 10
di Franco Manni
Tra i 12 volumi della HoME questo mi è sembrato quello che dà un maggior numero di informazioni nuove e che raggiunge la maggiore profondità filosofica.
Cè un brano intitolato Leggi e costumi degli Eldar in cui si legge che gli elfi crescevano più lentamente degli uomini nel corpo ma più velocemente nella mente ; imparavano a parlare prima di compiere un anno e alla stessa età imparavano a camminare e a danzare. Nella prima infanzia era difficile distinguere i bambini umani da quelli elfici, questi sembravano solo più felici, perché godevano ancora del mondo e il fuoco del loro spirito non gli aveva ancora consumati e il peso della memoria era ancora leggero su di loro. Alla fine del terzo anno i bambini umani crescevano mentre quelli elfici no, un uomo raggiungeva la sua massima statura quando un elfo della stessa età era alto come un bambino umano di sette anni, ci volevano cinquantanni (e per alcuni cento) perché un elfo raggiungesse la sua statura definitiva.
Gli elfi si sposavano una volta sola nella vita, anche nei periodi più oscuri della storia di Arda, raramente sono raccontati fatti di lussuria tra di loro. Tra i Noldor cera lusanza che la madre della sposa regalasse al genero un gioiello appeso a una catenella, e così faceva il padre dello sposo alla nuora. Ma queste cerimonie non venivano considerate riti necessari per il matrimonio, erano solo una cortesia con cui i genitori manifestavano il loro amore e riconoscevano che quella unione legava non solo gli sposi ma anche le stirpi. Il rito essenziale per il matrimonio era invece lunione carnale, e dopo di essa era stabilito il legame indissolubile tipico del matrimonio. In tempi di pace e prosperità veniva ritenuto scortese non fare qualche cerimonia, ma in tutti i tempi fu legale tra gli elfi che per il matrimonio fosse sufficiente il libero consenso dei due senza bisogno di testimoni, e spesso ci furono tali matrimoni in tempi drammatici.
Il concepimento e la gravidanza assorbivano una più grande energia fisica e spirituale dalle elfe che dalle donne. Per questo gli elfi avevano pochi figli e solamente quando erano giovani e di solito poco tempo dopo il matrimonio. Riguardo alla generazione tra gli elfi la potenza generativa e il desiderio sessuale erano difficilmente distinguibili : senza dubbio essi avrebbero conservato a lungo la potenza sessuale se il proprio desiderio fosse rimasto insoddisfatto, ma con leffettivo esercizio del potere generativo il desiderio sessuale presto sparisce e la mente si volge ad altre cose. Lunione sessuale dava certamente loro molta gioia e i "giorni dei figli" -come li chiamavano - rimanevano nella memoria come i più gioiosi della vita ; ma essi avevano molte altre potenzialità del corpo e della mente che la loro natura aveva urgenza di adempiere.
Quando Miriel morì perché spossata dalla gravidanza di Feanor, il marito Finwe, che era ancora giovane e desideroso di altri figli, chiese a Manwe il permesso di risposarsi. Manwe chiese a Miriel - che era nelle aule di Mandos - se voleva reincarnarsi e lei rispose di no (non trovava in sè stessa più alcun desiderio di vita, almeno allinterno dei confini di Arda), così Manwe diede il permesso a Finwe di sposarsi ancora, e lui lo fece con la sorella di Ingwe, la Vanyar Indis. I Valar dibatterono molto il caso di Miriel e Finwe, perché era eccezionale che una persona morisse a Valinor : qualche Vala , pur ritenendo giusta la decisione, pensò che essa anziché curare lafflizione la avrebbe perpetuata. Ma Manwe rispose :
dobbiamo ricordarci che oramai Arda è corrotta [ se lAnello del maia Sauron era un cerchietto di metallo, lAnello del supremo vala Melkor era lintera Arda], e in Arda-corrotta la giustizia non è guarigione . In Arda-corrotta la guarigione viene solo attraverso la sofferenza e la pazienza, e non fa nessuna richiesta, neanche una richiesta di giustizia. In Arda-corrotta la giustizia rimane una cosa buona in sé stessa e mai accresce il male, però se applicata - come ormai è inevitabile - a un mondo in cui il male cè già , la sua applicazione non fa che perpetuarlo, e non gli impedisce di partorire i suoi amari frutti. Perciò la decisione di Manwe era giusta, ma essa accettava il fatto della Morte e della separazione tra Finwe e Miriel , una cosa innaturale in Arda Non Corrotta, e quindi la libertà che essa dava a Finwe (di risposarsi) era una "strada inferiore", che, se non avrebbe portato ulteriormente più in basso, non avrebbe però potuto portare alla risalita. Ma la Guarigione deve sempre conservare il pensiero di Arda Non Corrotta, e, se non è possibile risalire, bisogna tener fede ad esso nella pazienza . Questa è la Speranza che, io credo, è prima di tutte le altre la virtù più adatta ai Figli di Eru (virtù che però la cui venuta non può essere comandata quando se ne sente il bisogno : la pazienza spesso deve aspettarla a lungo)
Tutto il dibattito che segue alle parole di Manwe è molto interessante (intervengono, con pareri diversi, Aule, Ulmo, Yavanna, Nienna) è un esempio raro (per quelle che sono le mie conoscenze culturali) di incarnazione di un profondo pensiero teologico in unartistica narrativa di fiction. Quindi Manwe parlò di nuovo :
Aule e Nienna errano, io credo. Entrambi, per quanto con parole differenti, hanno detto che la Morte che è venuta dal Corruttore è una cosa, e la Morte che è uno strumento di Eru è unaltra cosa distinguibile dalla prima. La prima essendo malvagia e inevitabilmente portatrice di afflizione ; la seconda non malvagia e quindi senza afflizione e facile da guarire. Essi hanno torto perché la malvagità e lafflizione del morire risiedono nella mera scissione della natura vivente, scissione che è comune a entrambe le Morti (altrimenti non si chiamerebbero Morti), ed entrambe le Morti avvengono solamente in Arda-corrotta in accordo con i processi di essa
Quindi penso che abbia piuttosto ragione Ulmo, che ritiene che Eru non desideri una cosa malvagia - come la Morte -quale speciale strumento della sua benevolenza. Nondimeno Eru è signore di tutto e userà per i suoi fini, che sono buoni, qualsiasi cosa una delle sue creature faccia o pensi, a suo dispetto o al suo servizio. Eppure dobbiamo pensare che egli non vuole che gli Eldar siano abbattuti dalle afflizioni che possono incontrare in Arda-corrotta, ma piuttosto dovrebbero ascendere a una maturazione che altrimenti sarebbe stata loro inaccessibile.
Perché Arda Non Corrotta ha due aspetti : il primo è il Non Corrotto che i Figli di Eru discernono presente ora nel Corrotto, se i loro occhi non sono appannati, e a cui anelano : questo è il terreno su cui è costruita la Speranza. Il secondo è il Non Corrotto che sarà nel futuro, cioè Arda Guarita, che sarà migliore della prima proprio grazie alla Corruzione : questa è la Speranza che sostiene.
I Valar non devono in generale avere certezze riguardo alle volontà dei Figli di Eru, e anche se in un caso particolare - come questo di Miriel - avessero una certezza, ciò non sarebbe capace di disfare lunione di amore che un tempo cera tra lei e il suo sposo, né sarebbe capace di cancellare il fatto che la fedeltà a questa unione (senza risposarsi) avrebbe condotto Finwe su una strada migliore, una strada più in accordo con Arda Non Corrotta e con la volontà di Eru che ha permesso che questa cosa gli capitasse. La Decisione dei Valar ha dato la libertà di percorrere una strada inferiore, e, accettando la Morte, contiene in sé la Morte, e non può guarirla. Usando di tale libertà il male della morte di Miriel continuerà ad avere potere e porterà frutti di sofferenza.
Infine parlò Mandos :
Manteniamo, o Valar, la nostra Decisione, perché è giusta. E nostro compito governare Arda, e consigliare i Figli di Eru. Di fatto dobbiamo svolgere tale compito in Arda-corrotta, e dichiarare cosa in essa è "giusto". Nel consigliare certamente possiamo indicare la "strada superiore", ma non possiamo costringere nessuno a percorrerla. Ciò porterebbe alla tirannia, la quale deformerebbe qualsiasi bene perché lo renderebbe odioso.
Il guarire attraverso la Speranza - come Manwe ha detto - è una legge che ciascuno può darsi solamente da sé stesso ; dagli altri può essere richiesto soltanto un comportamento conforme alla giustizia. Un governante che, pur discernendo la giustizia, di essa non si accontentasse e richiedesse a un governato la rinuncia ai propri diritti e lautosacrificio, non condurrà questo governato alla virtù - che è veramente tale solo se è libera - ma piuttosto alla ribellione contro la legge.
Un altro passo interessante del volume è La controversia di Finrod e Andreth ; lelfo amico degli uomini e la anziana e saggia donna fecero una discussione filosofica, perché Finrod aveva sentito una tradizione degli uomini secondo cui la loro mortalità non era naturale ma era frutto della malizia di Melkor. Andreth è cosciente di quanto incerta è la tradizione, sia perché non scientificamente fondata, sia perché in essa ci sono più voci tra cui quella - condivisa dagli elfi - che la morte per gli uomini è un dato naturale e ineluttabile. Finrod sostiene che non è stato Melkor a creare la morte, egli lha solamente pervertita, ma prima essa cera ed era vissuta come una cosa buona. Inoltre - aggiunge - anche gli elfi moriranno, pur se dopo molte ere, e non sanno cosa ci sarà dopo; essi, dopo migliaia di anni di vita, non sono in una condizione diversa da quella di un giovane uomo che non pensa alla morte solo perché è ancora lontana. Andreth ritiene che il pensiero della morte porti alla disperazione, perché il padrone di questo mondo è Melkor, e nessun atto di valore di elfo o uomo potrà aver successo. Finrod la rimprovera perché confonde Melkor con Eru : è questi il vero padrone di Arda, e Manwe è il suo vicerè . Poi Finrod dice che elfi e uomini vedono Arda in maniera diversa : gli uomini sono come ospiti che si stabiliscono per breve tempo in una terra nuova e ai loro occhi tutto è nuovo e strano e amabile, gli elfi sono come persone che in quella terra sono nate e ai loro occhi tutte le cose sono famigliari, sono le uniche che esistono, sono le proprie, e, in questa misura, sono preziose. Per Finrod la morte degli uomini, prima che Melkor ladombrasse di paure e angosce, era un "ritorno a casa " dellanima che lasciava Arda e il corpo che è parte di Arda per andare in qualche dimensione immortale. Andreth ritiene falsa e frutto delle menzogne del Nemico tale opinione, perché implica un peccaminoso disprezzo del corpo, mentre - in ogni creatura incarnata - anima e corpo si amano di mutuo amore. Andreth poi chiede a Finrod cosa è la speranza, e lui ne distingue due significati : il primo, più comune, è "ricerca del miglioramento" ed è unaspettativa di beni che, sebbene incerta, ha qualche fondamento in ciò che è già conosciuto (il none elfico è Amdir ) ; il secondo, più profondo, è "fiducia" e come non deriva dallesperienza così non è abbattuta dalle vicende del mondo, il suo fondamento è il credere che, siccome siamo Figli di Eru, lui non permetterà che alcun Nemico e perfino noi stessi lo priviamo di ciò che è suo (il nome elfico è Estel) . Andreth dice che gli uomini hanno scossa la loro Estel e dubitano che Melkor sia il signore del mondo ; Finrod dice che , però, anche se Estel può essere soffocata, di essa rimane sempre almeno una scintilla nei desideri e nei sogni
La sezione del volume a mio parere più interessante è I miti trasformati : negli ultimi anni di vita JRRT modificò alcuni concetti centrali della sua mitologia. Il Silmarillion viene ritenuto uninterpretazione umana delle vicende elfiche conosciute dagli uomini di Numenor e poi della Terra di Mezzo, e gli uomini per esempio misero le proprie primitive ed assurde concezioni cosmologiche come la Terra Piatta e il Sole e la Luna navigatori del cielo con le loro dimore ecc., ma queste concezioni non erano quelle degli alti elfi, i quali avevano le stesse conoscenze astronomiche che abbiamo noi uomini reali del XX secolo (per cui Arda è solo un granello sperduto tra innumerevoli altri nelle sconfinate regioni di Ea) ; JRRT si convinse, alla fine della vita, che il subcreatore non può rivolgersi ai lettori proponendo un mondo le cui leggi contrastano con quelle da loro conosciute. Così sole e luna dovevano nascere molto prima degli Alberi ; gli Alberi, inoltre, dovevano essere creati dai Valar per un motivo egoistico, per adornare Valinor di cui si erano sempre più innamorati dimenticandosi della Terra di Mezzo.
Di Melkor viene detto che , pur essendo padrone di spazi infiniti di Ea, invidiava il regno di Manwe su Arda perché sapeva che in essa sarebbero nati i Figli Di Eru, e lui voleva diventare il loro unico signore padrone. Per fare questo doveva far scomparire dalla mente di elfi e uomini la conoscenza dellesistenza di Eru. Ma ciò non potrà mai aver successo perché Eru ha dato alla Vala Varda il potere di portare in Ea una Luce Santa. JRRT voleva rendere Melkor molto più potente rispetto alla concezione precedente ; più forte di tutti i Valar messi assieme. Essi lo riuscirono a vincere nella Guerra dellIra solo perché egli, per libidine di potere, era diventato Morgoth, e cioè un tiranno di schiavi (Orchi, Balrog, Draghi, ecc.), ma , per fare ciò, aveva dovuto cedere a quelle creature il potere di generare e moltiplicarsi, e così aveva di molto diminuito la propria individuale potenza creativa avendola ceduta a soggetti che erano in parte autonomi (in caso contrario non avrebbero potuto soddisfare la sua libidine) e dunque potenzialmente fuori dal suo controllo. Quando Manwe vide Melkor diventato Morgoth , si stupì di vedere la sua persona così diminuita in potere, oramai, senza i suoi schiavi, era personalmente molto più debole di Manwe e non poteva più reggere il confronto del suo sguardo.
Sauron nella seconda era doveva essere concepito come "più grande" di Melkor alla fine della prima era, poiché, nonostante egli fosse più molto piccolo per statura naturale, tuttavia non era ancora caduto così in basso. Morgoth aveva speso molto del suo essere per travasarlo nei costituenti fisici di Arda, così che le creature che vi sarebbero nate sarebbero state potenzialmente corruttibili ( fece su scala molto più larga quello che Sauron avrebbe fatto con lAnello ; ma, mentre per distruggere il potere di Sauron bastava distruggere lAnello, per distruggere quello di Melkor bisognava distruggere Arda, che è il "Morgoths Ring"). Sauron invece si limitò a ereditare Arda-corrotta. Inoltre Sauron fu più saggio di Melkor, perché, non essendo stato liniziatore della ribellione, aveva potuto ascoltare più a lungo la Musica. Melkor era precipitato in un totale nichilismo - distruggere tutti gli elfi e tutti gli uomini - che gli fece perdere la ragione, e avrebbe senza dubbio distrutto anche i suoi Orchi, se avesse vinto la guerra. La radice della disperazione di Melkor e della sua finale impotenza stava nel fatto che , mentre elfi e uomini continuavano ad amare Arda anche se corrotta, perché potevano tentare di guarire questa o quella ferita, Melkor si sentiva impotente verso Arda, e se fosse stato libero di agire, sarebbe andato rabbioso in giro cercando di riportare tutto al caos originario. E anche in tal caso sarebbe stato sconfitto, perché comunque il mondo sarebbe esistito - in un qualche tempo passato - indipendentemente dalla sua mente.
Sauron non arrivò mai a questo grado di nichilismo, egli non aveva obiezioni da fare allesistenza del mondo, fintanto che in esso poteva fare ciò che gli piaceva. Egli aveva ancora in sé delle reliquie di cose buone ; la sua virtù era lamore per lordine e la coordinazione e odiava ogni confusione e spreco di energia (fu attratto da Melkor proprio perché riteneva - ingannandosi - che Melkor sarebbe riuscito con padronanza ed efficienza a raggiungere i suoi scopi, diversamente dal comportamento apparentemente ondeggiante e sprecone degli altri Valar. Sauron in effetti era molto simile a Saruman, e per questo motivo riuscì a capire subito i suoi disegni. Ma, come tutte le menti di questa sorta, il suo amore e la sua comprensione delle altre intelligenze era debole : sebbene lunico scopo razionale per tutto il suo ordinare e pianificare fosse il bene di tutti gli abitanti di Arda, i suoi "piani" e le sue "idee" venivano da una mente isolata e dunque povera e semplicistica, e dunque potevano essere applicati solo con la violenza a una realtà molto più complessa.
Questa distinzione tra Melkor e Sauron è semplificata, perché Sauron, cominciando a servire Melkor, fu infettto dalla sua libidine di distruzione e dallodio per Dio. Però Sauron non poteva essere un ateo sincero, egli aveva infatti conosciuto Eru. Ma si era autoingannato credendo che Eru oramai - a causa del fallimento dei Valar, compreso Melkor - si fosse disinteressato delle sorti di Ea o almeno di quelle di Varda. Egli interpretò così la Caduta di Numenor : lisolamento di Aman era una punizione che Eru comminava ai Valar, togliendo loro ogni controllo della Terra di Mezzo. Quando vide gli Istari, pensò che fossero stati inviati dai Valar in un loro patetico tentativo di riprendere il controllo della Terra di Mezzo per colonizzarla : un tentativo imperialista privo dellapprovazione di Eru. Osservando il comportamento di Saruman confermò la sua ipotesi e se ne convinse. Invece non riusciva a capire Gandalf, però ormai Sauron era diventato abbastanza stupido per immaginare che il diverso comportamento di Gandalf rispetto al collega fosse dovuto solamente a unintelligenza più debole e a una volontà pasticciona. Sauron non era un ateo sincero, ma predicava lateismo perché sapeva che esso indeboliva la resistenza verso sé stesso da parte delle altre creature. Oppure predicava l idolatria per Melkor, come nel caso di Ar-Pharazon. In questo caso egli volle distruggere i Numenoreani per vendicarsi dellumiliazione infertagli da Ar-Pharazon, ma in realtà (diversamente da Morgoth) Sauron sarebbe stato contento che i Numenoreani esistessero e lo servissero, e infatti corruppe e usò per i suoi scopi molti di loro .
Altri argomenti sono trattati in questa sezione : lorigine e il comportamento degli Orchi, la causa per cui Manwe non agisce in battaglia, la causa e la maniera dello "svanire" degli elfi dopo la terza era.