Identikit del tolkieniano
di Fiorenzo delle Rupi

Credo che tutti noi abbiamo avuto un moto spontaneo di simpatia per Bastian Bux quando, nelle scene di apertura de La Storia Infinita, ribatte indignato al libraio che lui i libri li legge, eccome: e nella seqenza che porta come esempio cita, orgoglioso, Il Signore degli Anelli.

Era riflettendo su questo simpatico dettaglio che ho raccolto qualche riflessione sui lettori di Tolkien e su che tipo di gente attira l’opera del "maestro." Intendiamoci: non intendo scrivere nulla del tipo: "il lettore di Tolkien è uno che…" con la presunzione di catalogare, definire o circoscrivere i milioni di individui che sono rimasti affascinati dall’epopea della Terra di Mezzo. Solo un excursus sui tantissimi fans della Saga Tolkieniana che ho incontrato a tante Convention ed eventi.

La prima cosa che salta all’occhio sui lettori Tolkieniani è la competenza: un libro come il SdA provvede, già da solo, ad effettuare una rapida selezione: chi non regge alla smisurata mole di nomi, terre, razze, eventi, cronologie e calendari di solito abbandona dopo pochi capitoli (so che L’Ombra del Passato da sola ha atterrito più di un lettore avventato!). Tuttavia, chi riesce a superare il primo impatto diventa quasi immediatamente un "piccolo archivista" dell’opera Tolkieniana: nomi, date e poesie rimangono impresse a viva forza nella sua memoria, e il fenomeno che ne consegue è noto a tutti: basta una brano di conversazione, una citazione udita per caso, un accenno a "Mordor, dove l’ombra cupa scende", al 22 settembre, un "Elberteh gilthoniel", un "Mellon" o un "Fuggite, sciocchi!" e si intuisce subito di essere su territorio familiare, e si scatena una piccola gara di riferimenti a raffica (per gli amanti di questo genere di cose, raccomando entusiasticamente gli ultimi capitoli del libro La Stella degli Elfi del ciclo di Deathgate, del duo Weis e Hickman, affettuosissimo omaggio degli autori a Tolkien, che la dice lunga su quanto J.R.R. abbia amorevolmente influenzato la loro produzione).

Un’altra caratteristica curiosa è la… "tranquillità" che il SdA sembra conferire ai suoi cultori. Nominate Star Trek, o anche Star Wars –o, per rimanere più vicini al genere, un Terry Brooks o una Marion zimmer Bradley- a un suo appassionato e lo vedrete saltare in piedi pronto a far valere le sue opinioni su cosa secondo lui era brutto, era bello e così via, quasi a dover scendere in battaglia. Di solito invece l’appassionato tolkieniano è molto sereno nel suo culto per il SdA, accettandolo come cosa compiuta e a sé stante e gustandoselo tutto nella sua interezza, senza avvertire necessariamente il bisogno di preferire un capitolo ad un altro, una scena a un'altra, un personaggio a un altro: molti sono i lettori che si affezionano all’uno all’altro, questo è sicuro, ma quasi tutti finiscono molto di più per affezionarsi "al libro", all’universo creato, alla storia raccontata (altre categorie? I giocatori di ruolo, i collezionisti?)

Tutto sommato è questa, probabilmente, la caratteristica più degna di nota dei lettori tolkieniani. Dopo un po’ di tempo passato a frequentare le pagine del libro, si finisce per raggiungere l’autore che sta dall’altra parte della penna. Il SdA non è un libro scritto alla ricerca di successo, di soldi o di fama: è scritto dall’amore per le leggende e per i miti, e presto diventa intuibile quanto l’autore abbia messo in quel volume, dedicando tutta la sua vita a questa passione con tanta cura e tanta energia che essa ha travalicato il tempo e lo spazio, contagiando milioni di "utenti" e trasformandoli in altrettanti cultori del genere. E’ dunque con un certo orgoglio, ma anche con un notevole senso di responsabilità, che forse possiamo considerare i lettori di Tolkien i continuatori e i custodi della grande passione di un uomo, talmente forte da diventare praticamente immortale: il SdA, ne siamo certi, continuerà a contagiare lettori e appassionati di ogni generazione anche nel futuro più lontano: finché ci sarà anche un briciolo d’amore per la fantasia nel mondo, non potrà essere altrimenti…