Dalle lettere ricevute

PASSI TOLKIENIANI PREFERITI: L’incontro di Aragorn e Eomer durante la battaglia dei Campi del Pelennor : avevo l’impressione di poterli vedere con i miei occhi.
Il discorso di Galadriel quando rifiuta l’Anello, per tutto ció che c’é dietro questa sua personale scelta e che non si coglie appieno nel solo SdA ; e il primo incontro con gli Elfi di Gildor visto con gli occhi di Sam.
Infine, poiché sono una ragazza romantica, la storia di Aragorn e Arwen é struggente

PERSONAGGI: Primo fra tutti, Sam, per il suo umorismo e perché neanche l’Anello riesce a corromperlo ; poi Eowyn perché é l’unica Donna, e riesce infine a riconoscre e econquistare la felicitá , infine sono innamorata di Glorfindel per la descrizione che ne viene data nel banchetto di Rivendell..

Gaia Simonato - Venezia

PASSI : Il viaggio della Compagnia dell’Anello nei sotterranei di Moria : la grande (grandissima) capacitá descrittiva dell’Autore fa sí che ogni volta mi capiti di rileggere il brano mi pare di potermi trovare con i miei eroi immerso nel labirinto delle moniere e di poter scorgere Gollum dietro di me...

PERSONAGGI: Faramir, che é , dopo Aragorn, l’uomo migliore della Terra di Mezzo e che rappresenta, secondo me, i pregi dell’umanitá intera : come sarebbe stato diverso il viaggio di Frodo se ci fosse stato lui e non quello scriteriato di Boromir al Consiglio di Elrond !!!

Davide Monorchio - Incisa Scapaccino AT

PERSONAGGI: Il mio preferito, fra i tanti che fanno la loro comparsa nel SdA, é senza dubbio Frodo, perché trovo che questo pacifico hobbit della Contea , inserito suo malgrado in un mondo buio popllato da orchi, troll, personaggi malvagi e poco raccomandabili, rappresenti in un certo senso un ideale a cui ispirarsi, una persona come dovrebbero essere le persone che quotidianamente ci circondano.
Nel mito nordico a sconfiggere le orde del male non é il Dio che piú di ogni altro rappresenta la saggezza o la scaltrezza - Odino - assimilabile proprio grazie alla sua immensa conoscenza della natura del mondo a personaggi che negli scritti tolkieniani sono Feanor, Gandalf, Elrond ecc. ; non é nemmeno il Dio che piú di ogni altro rappresenta le virtú guerriere, ovvero Thor, il quale, a sua volta, puó essere associato a figure come Aragorn, Eomer o Boromir : nella visione nordeuropea delle cose il Dio destinato a triofare sulle forze dell’inganno e dell’oscuritá é invece Balder, signore della purezza interiore.
Secondo la mia opinione, Tolkien per tracciare la figura di Frodo si é appunto ispirato anche a quella di questo nume nordico, disceso (proprio perché non era un guerriero, una volta ucciso a tradimento dal perfido Loki) ,nei regni infernali (proprio come Frodo "discese"nella cupa iniquitá di Mordor), e poi risorse (appunto come Frodo) proprio nell’ora in cui i "cattivi"avanzavano sul mondo dopo aver apparentemente vinto la propria battaglia.
Al pari di Frodo, Balder, una volta risorto, sbaraglia completamente le forze del male esattamente nel momento del loro apparente trionfo.

Carlo Coccolin - Ruda UD

PASSI: Tra i passi che rileggo con maggiore frequenza vi sono quelli che vedono protagonista Galadriel. Tuttavia amo molto anche l’incontro tra Merry, Pipino e Barbalbero. La mia preferenza assoluta va comunque alla rinascita della natura della Contea, quando Sam utilizza lo splendido dono di Galadriel per fare risorgere gli alberi abbattuti dal Male. Questa é ecologia!

PERSONAGGI: E’tremendo dovere optare per un personaggio : ci sembra quasi di escludere dal nostro cuore tanti cari amici. Peró, in fondo in fondo, un fascino particolare lo possiede Galadriel, saggia, intrepida e bella", come la definisce Frodo.

Mariateresa Ciserani - Livraga (Lodi)

PASSI: 1) Libro Primo de La Compagnia dell’Anello, capitolo II, L’ombra del passato : il racconto di Gandalf a Frodo sull’unico anello e i particolare il seguente passa : "Un piccolo angolo della sua mente rimaneva ancora intatto, e quel giorno una luce lo attraversó , come attraverso una fessura nel buio : luce del passato".
2) Libro quarto de Le due torri , capitolo V La finestra che si affaccia a occidente : "Guardiamo Numenor che fu, e , oltre Numenor, la Gnomica Dimora che tuttora esiste, e piú lungi ancora ció che sempre sará".
3) Libro Sesto de Il ritorno del Re , Capitolo III, Monte Fato : "Lontano da lí, quando Frodo infiló l’Anello arrogandoselo, proprio a Sammath Naur, nel cuore del suo reame, il Potere fu scosso a Barad-Dur e la Torre tremó, dalle fondamenta fino alla fiera e orgogliosa cresta. L’Oscuro Signore fu improvvisamente conscio della presenza di Frodo, e il suo Occhio, penetrando fra tutte le ombre, scrutó oltre l’altipiano la porta che egli stesso aveva costruita ; l’enormitá della sua follia gli fu rivelata in un lampo accecante, e tuttio gli artifizi dei suoi nemici messi a nudo".

PERSONAGGI: Ungoliant. E’anzitutto il suono che mi affascina ; dá un senso di "estremamente possente" ed al contempo di "estremamente antico, remoto, arcaico" (una creatura primordiale). Poi il fatto che abbia un carattere che, sebbene malvagio e quindi negativo, la porta a non esitare a scontrarsi con Melkor, autentica rappresentazione del principio del male, per avere i Silmarils. Il male che combatte il principio del male, non ne é piú completamente dipendente. Contiene giá un germe di libertá, di desiderio di allontanamento e di riapproppriazione della propria unicitá.
E infine la fame di luce che caratterizza questa creatura e che caratterizza anche la mia persona. Fame di luce di tipo diverso, ovviamente, una per la conseguente trasformazione della stessa in ragnatela di tenebra, e l’altra necessaria al mio benessere psico-fisico ed interpretabile come "forza vivificatrice dell’essere".

Lorenzo Daniele - Pratiglione Canavese TO

PASSI: 1) L’incontro di Frodo in marcia verso la Terra di Buck con gli Elfi ("il mondo di estende tutto intorno a voi : potete rinchiudervi in un recinto, ma non potete impedire per sempre al mondo di penetrarvi", insegnamento da tenere a mente in questa epoca di intolleranza e xenofobia, vero Elisabeth?).
2) Il Consiglio di Elrond in cui le decisioni vengono prese, i dubbi sciolti e presentati gli attori. E’uno dei punti focali, sicuramente di equilibrio, non si potrebbe tralasciarlo neppure intenzionalmente,. E, oltre ad essere di fondamentale importanza per l’intero svolgimento della storia, rimane sempre nei pensieri di tutti perché i personaggi, piú o meno esplicitamente, vi fanno sempre riferimento. ogni volta che l’attenzione si fissa su Eragorn e sulla sua spada, o sulla piú dimessa Pungolo, la mente non puó che volare, anche solo per un istante, alla dimora di Imladris con tutta la malinconia, lo struggimento e laforza interiore che da essa nasceva.
3) La follia di Denethor durante l’epico assedio di Gondor. Un affresco meraviglioso della piú pura poesia epica occidentale mai scritta, e in piú la tipizzazione della caduta dell’uomo che, all’opposto di suo figlio, non si redime. Qui la morte é frutto dell’egoismo, non é un donarsi, non é un trasfigurarsi. Il reggente rimane uomo, in piú peccatore, non diventa eroe. Il binomio padre-figlio, in questo caso mi fa venire alla mente un passo del Silmarillion : "Iluvatar volle dunque che i cuori degli Uomini indagassero di lá dal mondo, e in questo mai trovassero pace ; ma che avessero la facoltá di plasmare la propria vita, tra le potenze e i casi del mondo, oltre la musica degli Ainur, la quale é come un destino per tutte le altre creature..." ; la libertá d’arbitrio come dono e peculiaritá primaria degli uomini, ma anche come peso immane da sdopportare per chi, come Denethor, si trova armato solo del proprio orgoglio.

PERSONAGGI: Uno? Devo mettere uno solo ? Beh, la risposta é un po’difficile, messa in questi termini. Fare una graduatoria, in certi casi, é decisamente ostico anche perché non é mai veritiera fino in fondo. In un’opera veramente completa cxome lo é il SdA non credo ci possa veramente essere un preferito, i personaggi sono talmente "reali", cosí trideimensionali sia nei comportamenti che nel modo di pensare, che mognuno di essi ha una sua attrattiva completamente peculiare. Insomma, se dovessi andare a fare una bella gita, stile gita scolastica, sicuramente partirei con un hobbit (Pipino e Merry sono una vera forza della natura ! saprebbero fare divertire chiunque !), con Aragorn partirei solo se la meta fosse decisamente piú seria, piú culturale......ma non lo porterei mai a una festa di Sesso, Droga & Rock ‘nd Roll ! Siamo seri ! Gli Elfi, in generale sono un popolo estremamente affascinante ma come sarebbe passare tutta la propra vita su un talan di Lorien ? Anche se non si soffrisse l’altezza, dopo un po’...beh, credo che mi annoierei! (sdo che a qualcuno potrebbe parere blasfema come frase, ma se Bilbo diceva di stufarsi della musica elfica, di Granburrone, dove, peraltro, il padrone di casa era un Mezzolelfo...) tanto per dire : la domanda va specificata ! Se peró devo proprio scegliere le mie prime, innate simpatie vanno a due personaggi che non sono proprio "buoni" : Boromir e Saruman.
Il perché sará presto detto dopo aver spiegato i motivi che mi hanno fatto tralasciare gli altri, gli "eroi", i buoni. Aragorn é stupendo, meraviglioso, non si puó non amarlo, é come Re Artú, risveglia in noi l’amore per l’eroe puro e perfetto. E’San giorgio che sconfigge il drago, é Sigfrido, é chiunque abbia incarnato un certo stereotipo nei sogni di ognuno di noi, anche il Principe Azzurro (sic!) che uccide il mosdtro per salvare la principessa con in piú una profonditá psicologca, un retroterra culturale e una coerenza interiore da lasciare senza fiato ( merito indiscusso del narratore : anche quando decsrive delle tipologie di personaggio non sono mai piatti, mai adimensionali, ma unici e viventi , in questo soprattutto credo si possa vedere, non so se intenzionale o meno, l’importanza per Tolkien del "docet"in una qualunque storia). Gandalf é colui che tira le fila, il Master, il Merlino del gioco, chi mette in moto e fa svolgere le vicende, cercando di incalanarle, perennemente borbottante, creatura angelica dotato di poteri immensi, con simpatie e comportamenti, vizi ed errori prettamente umani...e poi tutti gli altri....cioé, non si puó non amarli! e Faramir ed Eomer ? E Mastro Elrond e i suoi figli? Tutti unici, meravigliosi...forse ho scelto gli unici due che non lo sono davvero del tutto.
Boromir é un uomo, un uomo giusto e buono.Un uomo che sbaglia e cade. L’unico realmente "umano", insieme a Frodo , di tutta la Compagnia! Ma santo cielo! Se l’Anello aveva un simile potere di corrompere e affascinare, é mai possibile che tutti fossero tanto integri, tanto puri da non essere neppure sfiorati dal desiderio? Non é possibile! Sinceramente mi risulta piú facile capire il comportamento, la psicoilogia e l’errore di Boromir che non quelli degli altri.Mah, saró pessimista, ma non mi pare proprio che il mondo sia o sia stato pieno di persone che accettano con forza e coerenza ció che viene detto loro dai piú saggi proprio coime oro colato. Del tipo : se l’ha detto Mastro Elrond, é sicuramente vero, e io faccio come ha detto lui. Punto e basta. Annullando passioni, pulsioni, desideri forse non giusti ma che sono in noi, e che ci rendono uomini. Lo trovo un personaggio targico, simpatico perché mplto vicino a me, a noi forse. Aragorn ha dubbi e paure, certo, ma é fondamentalmente l’incorruttibile, colui che non cede, colui che puó anche osare e sfidare a viso aperto l’Occhio per attirarlo a sé, perché la sua attenzione non si appuntasse sul piccolo Frodo, per dargli piú possibilitá di riuscita. Ti attrae e ti affascina perché é ció che vorremmo essere, una figura davvero a metá tra il mondo umano, e un altro, posto piú in alto o forse proprio su un altro piano. Boromir poptrebbe essere ciascuno di noi, é ciascuno di noi, l’uomo caduto che puó redimersi ma solo con un sacrificio estremo. Il sacrificio della vita non implica forse questo? L’annullare il Sé per uno scopo ulteriore, piú grande, e con esso annullare proprio quelle pulsioni che rendono l’uomo tale, trasfigurandosi in un eroe che non é piú uomo (e questo l’avete sottolineato forse non troppo specificamente in parecchi vostri articoli). E’una figura positiva che nella tragedia, getta una forte luce di speranza sulla possibilitá di redenzione di chiunque, anche di colui che poteva essere stato toccato piú o meno in profonditá dal potere strisciante dell’Anello, quindi del massimo Male. Saruman é un continuo stimolo intellettuale, una fonte inesauribile di contraddizioni e di sounti, perché, purtroppo, non sono ancora molto convinta del fatto che non sia saggio aprire le cose, distruggerle per vedere come sono fatte dentro....e da qui é partito un dibattito alquanto interessante tra alcuni miei colleghi di Universitá (facoltá Filosofia) che ogni tanto viene tirato di nuovo in auge da qualcuno. Stimolante e indicativo del fatto che Tolkien non é proiprio una "cosa da bambini"!

Marta Martinoli - Mortara PV