Editoriale: occasioni di rilettura de Il Signore degli Anelli

Anche se la societá occidentale secolarizza (demitizza) sempre piú il cuore della propria tradizione, fuori dai canali tradizionali nascono nuovi "culti". Lasciando stare quelli (pericolosi) dedicati ad alcune personalitá nel campo politico, religioso-settario o massmediatico, guardiamo qui quelli (piú innocenti) dedicati ad alcuni prodotti dell’espressione artistica nel campo della musica, della letteratura o del cinema. Le canzoni dei Beatles, Siddharta di Hesse, The Rocky Horror Picture Show o Starwars sono opere che hanno creato club, fanzine, imitazioni, seminari di studi, gadgets. Soprattutto sono state rivisitate frequentemente dai loro appassionati, che ascoltano molte volte la stessa canzone, vedono molte volte lo stesso film, leggono molte volte lo stesso libro. Il fenomeno non é nuovo, come sanno gli storici della letteratura a proposito de I reali di Francia o de L’imitazione di Cristo , e gli storici della musica a proposito di certi melodrammi. Piú nuovo é peró che ció accada oggi, quando la selva dei messaggi disponibili é tendenzialmente infinita e in rapido turn over, eppure rimane la capacitá - almeno in certi gruppi di persone - di selezionare i messaggi ritenuti piú congeniali o piú validi e di rimanere fedeli ad essi.

Il Signore degli Anelli é certamente un "cult book" e i suoi cultisti tendono a rileggerlo continuamente, come sanno bene i cultisti stessi quando si confrontano tra loro nelle convention, e come sanno i loro allibiti e immuni amici e famigliari .Classifichiamo qui tre tipi di rilettura : la rilettura completa, la rilettura parziale, la consultazione.

La rilettura completa a sua volta puó essere "lunga" o "breve": nel primo caso una mezz’ora al giorno prima di dormire o in altro spazio appositamente ritagliato nella giornata cosí che per un mese o piú ci si tiene compagnia con JRRT ; nel secondo caso un appassionante transfert di quattro-cinque giorni avvinti dalla trama e dall’atmosfera. Rileggere tutto il SdA inoltre puó essere fatto per almeno due scopi diversi : per evadere immergendosi nel mondo subcreativo, o per cercare cose nuove, prima non notate, e cercare spunti di riflessione, insomma : per imparare.

La rilettura parziale puó, dal canto suo, essere "casuale"o "mirata" : nella prima si apre a caso il libro per cercare distrazione nell’ozio o per cercare ispirazione nell’ariditá ; di solito ció porta a scoprire particolari e idee nuove. La seconda é , invece, un tentativo di ripetere le emozioni che i ben noti passi preferiti giá hanno dato in passato, la scelta viene fatta secondo l’umore del momento o per assecondarlo e rafforzarlo o per contrastarlo ; con gli stessi scopi ció puó essere fatto leggendo i noti passi ad altre persone.

La consultazione é in realtá una specie di rilettura parziale fatta per scopi "utilitari": per uno studio, per una dedica, per un dubbio venuto mentre si gioca a Girsa, per dirimere una questione controversa in una discussione.

Che la rilettura sia completa o sia parziale , si puó consigliare di usare in essa delle modalitá nuove, che forse potranno attivare nuove emozioni e nuovi pensieri : leggere ad alta voce, leggere il testo inglese, leggere a piú voci (dandosi le parti come in un testo teatrale). E poi confrontare quei passi in cui le somiglianze/differenze sono piú significative, come per esempio : il rapporto tra Boromir e Frodo e quello tra Faramir e Frodo, Bilbo all’inizio e Bilbo alla fine del romanzo, Theoden/Merry e Denethor/Pipino, le varie epifanie "angeliche" di Gandalf (con Bilbo al momento della consegna dell’Anello, a Moria contro il Balrog, a Meduseld contro Vermilinguo, sotto le mura di Minas Tirith per salvare Faramir, di fronte al Comandante dei Nazgul), le varie tentazioni che l’Anello opera su Frodo, tutti i passi riferiti ai pensieri e ai comportamenti di Sauron.

Comunque, valgano quel che valgono queste considerazioni, i tolkieniani sono giá in ogni caso convinti della veritá del proverbio antico : Repetita iuvant!