La figura del Nazgûl
a cura di Alberto "Tarabas" Ladavas
Legenda:
ISdA: Il Signore degli Anelli (Sedicesima edizione Rusconi)
LotR: Lord of the Rings (Harper & Collins, edizione economica)
RI: Racconti Incompiuti (Edizione Rusconi)
S: Silmarillion (Edizione Rusconi)Nota: i passi del LotR trascritti in questo saggio sono stati da me tradotti dall'originale inglese. Sono comunque riportate le pagine in cui si possono trovare sia gli originali inglesi che le traduzioni pubblicate. I corsivi sono miei.
Si ringraziano per la preziosissima collaborazione Lorenzo "Soronel" Gammarelli e Mario "Thingol" Moi. Un ringraziamento particolare a Francesca "Elanor" Lomello per il suo insostituibile supporto e affetto.-^-^-^-^-^-
I Nazgûl, a mio parere, sono una delle figure più affascinanti della Terra-di-Mezzo, sia per il terrore che riescono a causare con la loro sola presenza (secondi probabilmente solo ai Balrog e a Sauron stesso), sia per quella sorta di "aura" di oscurità che li circonda, oltre alla scarsità di informazioni che abbiamo su di loro e la conseguente misteriosità.
Per comprendere meglio la loro figura, incominciamo ad analizzare i vari nomi con cui sono conosciuti.I nomi dei Nazgûl
In Ovestron sono conosciuti come Spettri dell'Anello, un nome che richiama subito alla mente qualcosa come "fantasma, spirito", qualcosa di incorporeo insomma, ma, secondo me, questa associazione non è del tutto corretta.
Su un vocabolario, alla voce spettro, troviamo: "fantasma, larva, ombra con sembianze di persona morta", oppure in senso figurato "ciò che incombe minacciosamente". Quindi non necessariamente qualcosa di etereo e impalpabile, ma una sorta di corpo privato dell'anima, in maniera tale che ne rimanga solo la sua ombra, la cui sola presenza è minacciosa.
Nel Linguaggio Nero sono chiamati Nazgûl, vocabolo formato da nazg "anello" e gûl "ognuno dei maggiori e invisibili servi di Sauron, dominati interamente dalla sua volontà; spettro" (A Tolkien Compass). Quindi un significato un po' più completo di quello visto in precedenza.
Inoltre quel "gûl" finale è identico al vocabolo Sindarin gûl "magia, incantesimo, stregoneria" che però nella Terza Era perse il suo significato "neutro" (cioè di magia sia buona che cattiva) per il grande uso della parola morgul "negromanzia, magia nera", soprattutto dopo l'occupazione di Minas Ithil ad opera proprio dei Nazgûl, e il suo cambio di nome in Minas Morgul.
In Quenya erano invece noti come Ulairi, ma Tolkien non diede mai una traduzione di questo nome, per cui il suo significato è incerto. Il singolare dovrebbe comunque essere ulaire, di etimologia incerta: u-laire "non crescita", oppure ulugaire "orribile terrore".
In Rohan venivano chiamati dwimmerlaik, e anche di questa parola Tolkien non ha dato una traduzione, ma trattandosi di un vocabolo rohirric, dovrebbe essere inglese antico o inglese medievale. Nel Glossario a pag 189 del libro "La Mitologia di Tolkien" di Ruth S. Noel (1984, Rusconi), troviamo che in inglese medievale (1150-1475 circa) esisteva la parola dweomerlaik "gioco di prestigio", mentre in inglese antico esistevano i vocaboli dwimor "illusione" e laik "gioco".
Particolare è il fatto che di tutti i nove Nazgûl, conosciamo solo il nome di uno di essi: Khamûl. Esso appare solo nei RI: (RI 449): "A quel tempo, il Capo dei Fantasmi dell'Anello dimorava in Minas Morgul con sei compagni, mentre il suo secondo, Khamûl, l'Ombra dell'Est, stava a Dol Guldur quale luogotenente di Sauron con un altro Fantasma in funzione di messaggero".Le origini dei Nazgûl
Dopo aver visto il significato del loro nome, ci chiediamo: chi sono i Nazgûl? A questa domanda troviamo una risposta esauriente nel Silmarillion (S 364): "Gli Uomini si rivelarono più disposti a lasciarsi irretire. Coloro che dei Nove Anelli si servirono, in vita loro divennero potenti: re, stregoni, guerrieri come ve n'erano un tempo. Si conquistarono gloria e grandi ricchezze, che però si volsero a loro danno. Avevano, a quanto sembra, vita imperitura, pure la vita divenne loro intollerabile". Inoltre si dice anche che (S 336): "Sauron, però, era pur sempre insidioso, e si dice che tra coloro che egli irretì con i Nove Anelli, tre fossero grandi signori di razza Númenórean".
Altre informazioni ci vengono fornite da Faramir: (LotR 677, ISdA 836): "Minas Ithil fu catturata da uomini malvagi che il Nemico dominava nel suo primo momento di forza, e che vagarono senza casa e senza padrone dopo la sua caduta. Si dice che i loro signori fossero uomini di Númenor che caddero in una cupa malvagità. Ad essi il Nemico diede degli anelli di potere, e li divorò: divennero fantasmi viventi, terribili e malvagi".
Questo però non ci aiuta a chiarire un punto fondamentale della natura degli Spettri dell'Anello: sono incorporei o sono materiali? La questione è spesso dibattuta tra gli appassionati di Tolkien, e parlando con molti di loro e facendo riferimento ai vari testi, mi sono fatto un'idea del tutto personale su questa questione, che peraltro molti amici appassionati hanno condiviso.Mondo Visibile e Mondo Invisibile
Il tutto ruota attorno al concetto base che nella Terra-di-mezzo esistano due mondi: uno "reale" e uno "spirituale", uno Visibile e uno Invisibile, come Tolkien stesso li chiama tramite Gandalf (LotR 216, ISdA 285): " gli Elfi Saggi, signori degli Eldar provenienti da oltre i mari più remoti non temono gli Spettri dell'Anello, poiché coloro che sono vissuti nel Reame Benedetto esistono allo stesso tempo in entrambi i mondi, e hanno grande potere sia contro il Visibile che l'Invisibile".
Esiste quindi un Mondo Invisibile agli occhi delle persone comuni, in cui vivono gli spiriti dei grandi Elfi che hanno vissuto in Aman, come Glorfindel che Frodo vede al guado del Bruinen come una figura brillante di luce bianca. Ma in questo Mondo Invisibile vivono anche i Nazgûl, o meglio vivono le anime di quelli che un tempo erano uomini ma che a causa dei Nove Anelli sono diventati dei Nazgûl, come troviamo ancora nel Silmarillion (S 364): "Potevano aggirarsi, volendolo, invisibili agli occhi di tutti in questo mondo sotto il sole, e vedere cose in mondi invisibili ai mortali; ma troppo spesso non scorgevano altro che fantasmi e finzioni di Sauron. E uno a uno, prima o poi, secondo la forza innata e il bene o il male iniziali delle loro volontà, caddero sotto il giogo dell'anello di cui erano muniti e sotto il dominio dell'Unico che era di Sauron. E divennero per sempre invisibili se non a colui che portava l'Anello di Dominio ed entrarono nel reame delle ombre. Erano essi i Nazgûl, i Fantasmi dell'Anello, i più temibili servi dell'Avversario; tenebra li accompagnava, ed essi urlavano con la voce della morte".
A questo Mondo Invisibile hanno accesso anche i portatori dell'Unico Anello, ed in particolare Frodo (LotR 216, ISdA 284): "[Gandalf dice] Eri in grave pericolo mentre indossavi l'Anello, perché eri per metà nel mondo degli spiriti, ed essi potevano impadronirsi di te. Tu potevi vederli, e loro potevano vedere te", e ancora (LotR 217, ISdA 286): "[Gandalf dice] [I Nazgul] Non avevano più bisogno della guida dei loro cavalli: tu eri diventato visibile per loro, essendo già sulla soglia del loro mondo". D'altra parte, Frodo riesce anche a vedere l'anello Nenya al dito di Galadriel in Lórien, quando invece il povero Sam scorge solo il bagliore di una stella.
E anche Sam prova la sensazione di appartenere a questo Mondo Invisibile quando indossa l'Anello a Cirith Ungol, e ci fornisce una precisa descrizione di quello che egli vede (LotR 717, ISdA 884): "Il mondo cambiò, e un singolo istante di tempo si riempì con un'ora di riflessione. Si accorse immediatamente che il suo udito era più acuto mentre la vista oscurata, ma in un altro modo rispetto alla tana di Shelob. Tutte le cose attorno a lui non erano adesso scure, ma vaghe: ed egli era solo in un grigio mondo confuso, come una piccola roccia nera e solida e l'Anello, che piegava la sua mano sinistra verso il basso, era come un globo d'oro ardente. Non si sentiva per nulla invisibile, ma orribilmente e unicamente visibile, ed egli sapeva che da qualche parte un Occhio lo stava cercando".
Ma esiste ancora un altro modo per entrare in questo Mondo Invisibile, ed è essere feriti da un pugnale Morgul (LotR 216, ISdA 284): "[Gandalf dice] Tentavano di far penetrare nel tuo cuore un pugnale Morgul, che rimane nella ferita. Se vi fossero riusciti, tu saresti diventato come loro, solo più debole e sotto il loro controllo. Saresti diventato uno spettro sotto il dominio dell'Oscuro Signore".
Da questi passi appare quindi evidente l'esistenza di questo Mondo Invisibile, e si dovrebbe quindi intendere che gli Spettri dell'Anello siano incorporei, solo delle ombre invisibili ai comuni mortali. Ma queste ombre, essendo tali, non possono agire nel Mondo Visibile, e sono quindi inservibili all'Oscuro Signore, per cui hanno bisogno di assumere una forma materiale, proprio come Glorfindel agisce come Elfo in carne ed ossa, o come Gandalf agisce da Maia incarnato.La materialità dei Nazgûl
Ed è a questo punto che entra il gioco il potere di Sauron, che dà ai Nove una forma corporea materiale, ma quale? E' forse proprio questo il punto più oscuro della figura dei Nazgûl: il loro apparire.
Gli Hobbit, come gli uomini comuni (persino Aragorn, discendente di Elfi e una Maia!) li vedono come dei Cavalieri Neri, figure umane che indossano grandi mantelli neri con cappucci, che cavalcano grossi destrieri neri e che non mostrano mai il volto o parti del loro corpo (LotR 190, ISdA 255): " tre o quattro figure alte e nere erano ritte sul pendio, guardando verso di loro. Erano talmente nere che sembravano buchi neri nella profonda ombra dietro di loro", e anche (LotR 208, ISdA 276): "I Cavalieri, seduti sui loro imponenti destrieri, sembravano minacciose statue su una collina, oscure e solide, mentre tutto il bosco e il paesaggio attorno a loro svanivano come nella nebbia".
La mia ipotesi è che Sauron sia in grado con il suo potere di dare una forma corporea ai Nove e di riporvi in essa i loro spiriti, una sorta di non-morti, che hanno riacquistato una forma fisica ma non la loro vita.
E' Aragorn che mi ha fatto pensare questo, quando dice a Merry (LotR 185, ISdA 249): "E ad ogni attimo fiutano il sangue degli esseri viventi, desiderandolo e odiandolo", come se fossero desiderosi di riavere un corpo vivo, in cui fluisca ancora del sangue, ma non potendolo avere odiano coloro che invece lo hanno.
E anche la descrizione di Frodo, che essendo parzialmente nel mondo Invisibile riesce a vederne l'aspetto, mi fa pensare a dei corpi animati ma senza vita (LotR 191, ISdA 256): "Nei loro visi bianchi fiammeggiavano occhi penetranti e spietati; sotto i loro mantelli indossavano abiti lunghi e grigi; sui loro capelli grigi avevano elmi d'argento; nelle loro scarne mani c'erano spade di acciaio".
Ma se è vero che hanno un corpo, è altrettanto vero che questo può essere distrutto, ma non è vero che possono essere distrutti come Spettri dell'Anello. Ossia, il loro corpo può essere distrutto, ma il loro spettro sopravvive, rimane nel Mondo Invisibile e ritorna dal suo Padrone, l'Oscuro Signore, in attesa di una nuova forma corporea.
E' quello che accade al Guado del Bruinen, dove l'ondata di piena del fiume travolge i Nove, portandoli a valle e sfracellandoli sulle rocce insieme ai loro destrieri (LotR 268, ISdA 346): "[Gandalf dice] Sappiamo quale sorte è toccata ad almeno otto dei Nove. Sarebbe avventato esserne troppo sicuri, tuttavia penso che ormai possiamo sperare che gli Spettri dell'Anello siano stati dispersi, e costretti a ritornare come meglio potevano dal loro Padrone a Mordor, vuoti e senza forma".
Ancora Gandalf, quando parla con Legolas dei Nazgûl e dei loro destrieri alati, dice che (Lotr 487, ISdA 607): "Saruman non conosce questa nuova forma di cui sono stati rivestiti gli Spettri dell'Anello."
Mi sembra quindi evidente l'indistruttibilità delle anime dei Nazgûl che possono venire reincarnate tramite il potere di Sauron, il quale però nella Terza Era è quasi del tutto contenuto nell'Anello.
Inoltre Gandalf ci spiega che al guado del Bruinen i Nove non sono stati distrutti (LotR 218, ISdA 287): "I loro cavalli sono periti, e senza di loro sono come zoppi. Ma gli Spettri dell'Anello non possono essere distrutti così facilmente", e (LotR 266, ISdA 344) "Non puoi distruggere gli Spettri dell'Anello in questo modo. Il potere del loro padrone è in essi, ed essi si ergono o cadono con lui. Speriamo che abbiano perso cavalli e travestimenti, sarebbero allora per un certo tempo meno pericolosi". Quindi ne è stata distrutta la loro forma corporea momentanea, ma loro esistono ancora.
E sempre durante il colloquio con Legolas, Gandalf ci dice che i Nove sono (LotR 487, ISdA 607) "Un terrore che non puoi uccidere con delle frecce. Uccidesti solamente il suo destriero. Fu una bella impresa, ma il Cavaliere ebbe presto un nuovo destriero".
Ma perché Gandalf riferendosi al guado del Bruinen dice solo "otto dei Nove"?
Perché il nono è il Signore di Minas Morgul, capo dei Nazgûl (LotR 250, ISdA 325): "Grande re e stregone fu un tempo, e ora esercita una paura mortale." Per lui bisogna fare un discorso a parte che affronteremo in seguito, poiché è avvolto da un incantesimo di protezione, e sul suo destino grava una profezia. Per il momento basti sapere che ha il potere di guarire le proprie ferite, tranne in un caso particolare.
Ritornando agli altri otto, rimane il fatto che quando sono corporei devono servirsi di oggetti e cavalcature materiali, come ad esempio i loro neri destrieri che usano per spostarsi (LotR 216, ISdA 284): "[Frodo] 'Perché noi tutti possiamo vedere i loro cavalli?' [Gandalf] 'Perché sono veri cavalli; così come i manti neri sono veri manti che essi indossano per dare forma alla loro non-esistenza quando hanno a che fare con i vivi' ".Il vero aspetto dei Nazgûl
Ma qual è allora il loro vero aspetto, quando vengono visti nel loro Mondo Invisibile?
Ce lo rivela Frodo, le volte che indossa l'Anello (LotR 191, ISdA 256): "Immediatamente le figure diventarono terribilmente chiare, benché tutto il resto rimanesse come prima, tenebroso e scuro. Egli riusciva a vedere al di sotto dei loro manti neri. C'erano cinque alte figure: due ritte sull'orlo della conca mentre tre stavano avanzando. Nei loro visi bianchi fiammeggiavano occhi penetranti e spietati; sotto i loro mantelli indossavano abiti lunghi e grigi; sui loro capelli grigi avevano elmi d'argento; nelle loro scarne mani c'erano spade di acciaio", o ancora (LotR 208, ISdA 276): "Poteva vederli chiaramente adesso: avevano lasciato cadere i cappucci e i neri manti, ed erano abbigliati in bianco e grigio. Le spade erano sguainate nelle loro pallide mani; elmi erano sulle loro teste. I loro freddi occhi scintillavano, e lo chiamarono con voci crudeli".La voce dei Nazgûl
Ecco che appare un altro aspetto dei Nove, uno dei più terrificanti: le loro voci. Queste sono descritte in vari punti: (LotR 190, ISdA 255) "Frodo credette di sentire un debole sibilo, come un respiro velenoso", oppure (LotR 208, ISdA 276) "lo chiamarono con voci crudeli", o ancora (LotR 194, ISdA 260) "Ma proprio mentre la stavano attraversando rapidamente [la Via] udirono due gridi in lontananza: una fredda voce che chiamava e una fredda voce che rispondeva", e inoltre (S 364) "essi urlavano con la voce della morte". Infine (LotR 208, ISdA 2769 " e dai Cavalieri giunse un terribile grido"
Quindi una voce fredda e crudele, che spesso si riduce ad un sibilo, ma che può anche elevarsi a grida e urla terribili.
E' comunque certo che siano in grado di comunicare a parole, visto gli interrogatori al vecchio Gaffiere, ad Harry (il custode del Cancello Occidentale di Brea) e le poche parole rivolte a Frodo al Guado del Bruinen, anche se queste a mio parere non sono certe, perché essendo Frodo già parzialmente nel Mondo Invisibile, poteva forse comunicare con i Nazgûl in modo più diretto tramite il semplice pensiero, come sembra suggerire un altro passo (Lotr 208, ISdA 276): "Improvvisamente, egli [Frodo] seppe nel suo cuore che essi gli stavano ordinando silenziosamente di aspettare".
Sembra inoltre che i Nazgûl siano gli ultimi conoscitori (a parte Sauron) del Linguaggio Nero: (LotR 1105, ISdA 1351) " ma dopo la prima sconfitta di Sauron questa lingua nella sua forma antica fu dimenticata da tutti tranne che dai Nazgûl".I sensi dei Nazgûl
Nasce poi spontaneo chiedersi se i Nove percepiscano il mondo reale che li circonda come delle creature viventi.
Non proprio, sembra, e questo lo spiega Aragorn (LotR 185, ISdA 249): " i cavalli neri vedono, ed i Cavalieri possono servirsi degli uomini o di altre creature come spie Essi non vedono il mondo della luce come noi, ma le nostre forme proiettano nelle loro menti ombre che solo il sole di mezzogiorno può distruggere; e nell'oscurità percepiscono molti segni e molte figure che per noi sono nascoste: è allora che bisogna temerli maggiormente. E ad ogni attimo fiutano il sangue degli esseri viventi, desiderandolo e odiandolo. E poi esistono altri sensi oltre alla vista e all'odorato. Noi possiamo sentire la loro presenza - ha turbato i nostri cuori, appena siamo giunti qui, e prima che li vedessimo; loro percepiscono la nostra presenza ancora più intensamente."
Sempre della vista dei Nazgûl discutono Sam e Frodo sulla via per Cirith Ungol (LotR 631, ISdA 781): " 'Credete che ci abbiano visto? Erano molto in alto. E se essi sono i Cavalieri Neri di prima, non possono vedere molto alla luce del giorno, no?' 'No, forse no', disse Frodo. 'Ma i loro destrieri possono vedere. E queste creature alate che ora essi cavalcano possono probabilmente vedere meglio di ogni altra creatura. Sono come grandi uccelli predatori' ".
Comunque Gollum ci dice che direttamente o tramite l'uso della vista di altre creature i Nazgûl possono vedere benissimo (LotR 616, ISdA 763): "Essi vedono tutto, tutto. Niente può nascondersi da loro. Ed essi raccontano a Lui ogni cosa. Lui vede. Lui sa".
Però nel caso in cui la vista sia loro inutile, sembra che i Nove si affidino soprattutto ad una specie di fiuto, come fa giustamente notare Merry (LotR 185, ISdA 249): " generalmente pare che adoperino il naso piuttosto che gli occhi, che fiutino per trovarci, se fiutare è il termine giusto, perlomeno alla luce del giorno".
Inoltre sembrano subire una certa "attrazione" verso l'Anello, come dicono Aragorn (LotR 185, ISdA 249) "l'Anello li attira", e Gandalf (LotR 217, ISdA 286) "Inoltre l'Anello li attirava". Lo afferma anche Gollum: (Lotr 621, ISdA 768) "Sentono la nostra presenza qui, sentono il Tesoro".
Questo fatto è facilmente spiegabile riferendosi ancora una volta al mondo Invisibile: l'Anello è l'oggetto più vicino ai Nove, poiché è una delle chiave di acceso al Mondo Invisibile, per cui appare logico che si sentano attratti da esso, una sorta di faro in mezzo ad un mare di "ombre nelle loro menti". E d'altra parte è proprio così che lo vede Sam quando indossa l'Anello (LotR 717, ISdA 884): " egli era solo in un grigio mondo confuso, e l'Anello, era come un globo d'oro ardente."I poteri dei Nazgûl
Sembra comunque sicuro che gli Spettri dell'Anello si muovano meglio e con più disinvoltura nell'oscurità e in solitudine (ISdA 231): "[Aragorn] Sono più forti nell'oscurità e nella solitudine: non attaccherebbero apertamente una casa dove c'è luce e molta gente non prima di aver giocato tutte le carte fino alla disperazione".
E di carte sembrano averne molte, visto che sono molto temuti da tutti i saggi, anche da Gandalf: (LotR 50, ISdA 84) "Tanto tempo fa caddero sotto il dominio di quell'Unico Anello diventandone gli Spettri, ombre sotto la sua grande Ombra, i suoi servitori più terribili", o (LotR 250, ISdA) "Persino i Saggi avrebbero potuto temere di opporsi ai Nove, riuniti sotto il loro crudele capo".
Ma il loro potere non sta nella forza fisica, ma come spiega Aragorn (LotR 171, ISdA 231) "la loro forza è il terrore che incutono". Quindi il loro potere sta nell'emanare un terrore che paralizza, che rende succubi, inermi davanti a loro, passivi e pronti alla propria morte che diviene quasi auspicabile. Lo afferma anche Gandalf (LotR 487, ISdA 607) "Presto il loro terrore oscurerà le ultime armate dei nostri amici ".
Anche Faramir sottolinea la loro potenza (LotR 677, ISdA): "Poi i Nove Cavalieri eruppero dai cancelli dell'orrore, e noi non potemmo resistere".
Però appare anche chiaro che all'epoca della Guerra dell'Anello, la potenza dei Nazgûl non è pari a quella di un tempo (LotR 287, ISdA 370): "[Gandalf dice che] Gli Spettri dell'Anello sono nemici mortali, ma sono solo ombre del potere e del terrore che avrebbero se l'Anello di Dominio fosse ancora nelle mani del loro padrone". Infatti Tolkien posteriormente alla stesura de ISdA afferma che essi (RI 455) " erano anche svantaggiati finché non cominciasse la guerra (alla quale Sauron non era ancora pronto). Tutti, tranne il Re degli Stregoni, durante il giorno facilmente si perdevano; e tutti, ancora una volta salvo il Re degli Stregoni, temevano l'acqua ed erano restii, se non in caso di estrema necessità, a entrare in fiumi o ad attraversarli se non a piedi asciutti, su un ponte (N.d.A.: Al guado del Rombirivo soltanto il Re degli Stregoni e due suoi compagni, irresistibilmente attratti dall'Anello, avevano osato entrare nel fiume. Gli altri vi furono gettati da Glorfindel e Aragorn). Inoltre, la loro arma principale era il terrore, il quale risultava maggiore quand'erano svestiti e invisibili, e maggiore anche quando fossero tutti assieme".
Sempre dalla stessa fonte viene confermato comunque che (RI 448) " ben pochi fossero in grado di resistere anche a una sola di queste creature e, così pensava Sauron, nessuno avrebbe potuto opporsi loro quando fossero riuniti assieme al comando del loro terribile capitano, il Signore di Morgul. Pure, ai fini del piano di Sauron, i Fantasmi presentavano un lato debole, costituito dal fatto che tale era il terrore che li accompagnava (anche se invisibili e travestiti), che il loro arrivo poteva subito essere avvertito e la loro missione intuita dai Saggi".
L'interpretazione delle parole "invisibili e travestiti" è però un po' difficile. Personalmente non credo che Tolkien intendesse riferirsi ad una effettiva invisibilità e alla mancanza di vestiti in cui abbigliarsi, ma piuttosto all'assenza di un corpo in cui infondere lo spirito di un Nazgûl.
Dei vari poteri dei singoli Nazgûl sappiamo qualcosa del solo Khamûl: (RI 449) "Di Khamûl si dice che era il più pronto dei Nazgûl, secondo in questo solo al Capitano Nero, a cogliere la presenza dell'Anello, ma anche quello i cui poteri venivano più che in ogni altro sviati e affievoliti dalla luce del giorno".Il padrone dei Nazgûl
Quindi alla fine, è il potere di Sauron che li tiene in vita e li sostiene, ma senza Anello, Sauron è limitato, poiché ha infuso in esso la maggior parte dei sui poteri quando lo ha forgiato. Ce lo fa sapere anche Gollum in un paio di occasioni: (LotR 616, ISdA 763) "Il Tesoro è il loro padrone. Essi vedono tutto, tutto. Niente può nascondersi da loro. Ed essi raccontano a Lui ogni cosa. Lui vede. Lui sa" e (LotR 621, ISdA 768) "Il Tesoro è il loro padrone".
Della predilezione di Sauron per queste creature ne parlano anche alcuni Orchetti: Grishnákh (LotR 441, ISdA 553) "Dovresti sapere che sono la pupilla del Grande Occhio" e Gorbag (LotR 720, ISdA 888) "Ma a lui piacciono; oggigiorno sono i Suoi favoriti".
Tolkien specifica poi in una lettera (n° 246) che i Nazgûl obbediscono al detentore dell'Unico Anello, ma la loro volontà è soggiogata al detentore dei loro nove anelli, che è Sauron, e sono costretti quindi ad obbedire in maniera primaria al suo volere: "Essi [Spettri dell'Anello] erano, naturalmente, completamente istruiti, ed in nessun modo ingannati sulla reale signoria dell'Anello. Sauron, che tramite i nove anelli (che egli possiede) aveva ancora il controllo primario delle loro volontà".
Questo viene riaffermato anche nei RI: (RI 455): "I Fantasmi erano di gran lunga i più potenti dei suoi servi e i più adatti per una missione del genere, perché completamente schiavi dei loro Nove Anelli, attualmente in possesso di Sauron; erano del tutto incapaci di agire contro la sua volontà, e anche se uno di essi, il Re degli Stregoni loro capitano, avesse messo le mani sull'Unico Anello, l'avrebbe riportato al suo Padrone".Possibili armi contro i Nazgûl
Esistono comunque fenomeni davanti ai quali i Nove indietreggiano, su tutti il fuoco. Aragorn dice che (LotR 185, ISdA 250) "Sauron può adoperare il fuoco per i suoi fini malvagi, come può con tutte le altre cose, ma questi Cavalieri non lo amano, e temono coloro che lo posseggono".
Inoltre Gandalf raccontando della sua lotta su Amon Sûl dice che (LotR 257, ISdA 333) " di notte mi circondarono, e fui assediato sulla cima della collina, nell'antico cerchio di Amon Sûl. Ma tenni duro: fiamme e bagliori simili, a Colle Vento, non si vedevano da quando si adoperavano i fuochi come segnali di guerra".
Ancora Gandalf mette in fuga i Nazgûl che tentano di catturare Faramir sui campi del Pelennor: (LotR 792, ISdA 972) " a Pipino sembrò che egli [Gandalf] alzasse la sua mano, e da essa una freccia di luce bianca si sprigionò verso l'alto. Il Nazgûl emise un lungo grido lamentoso e si allontanò."
Nei RI Tolkien afferma anche che (RI 455) "tutti, ancora una volta salvo il Re degli Stregoni, temevano l'acqua ed erano restii, se non in caso di estrema necessità a entrare in fiumi o ad attraversarli se non a piedi asciutti, su un ponte".
Christoper Tolkien aggiunge poi che (RI 455) "Mio padre non spiegò mai perché i Fantasmi dell'Anello avessero paura dell'acqua. ...la paura in questione diviene il principale motivo dell'assalto sferrato da Sauron contro Osgiliath. ... a proposito del Cavaliere (che in effetti era Khamûl di Dol Guldur) scorto sulla riva opposta del traghetto di Buckburgo subito dopo il passaggio degli Hobbit (La Compagnia dell'Anello, I, 5), si dice che 'questi era perfettamente consapevole che l'Anello aveva passato il fiume; ma il fiume era per lui una barriera che gli impediva di seguirne gli spostamenti, e che i Nazgûl non se la sentivano di toccare le acque 'elfiche' del Brandivino. Ma non è chiaro come superassero altri fiumi trovati lungo il loro cammino, ad esempio l'Inondagrigio, dove si trovava soltanto 'un periglioso guado costituito dai resti del ponte disfatto'. In effetti, mio padre annotò che l'idea era difficilmente sostenibile".
Comunque i Nove rimangono pur sempre avversari potentissimi se riuniti insieme, tanto che "A piedi, persino Glorfindel e Aragorn insieme non avrebbero resistito ai Nove", come afferma Gandalf (LotR 217, ISdA 286).L' aura dei Nazgûl
Un aspetto fondamentale dei Nazgûl e l'aura malefica che li circonda, in grado di offuscare qualsiasi sorgente di luce (sole, luna e perfino stelle) e di provocare in coloro che cadono sotto questa ombra una sensazione di freddo che penetra nel corpo fino a risalire al cuore, facendo impaurire le persone e facendole accasciare al suolo in cerca di un impossibile riparo, quasi prive di volontà.
Una sensazione simile ma comunque diversa da quella che la Compagnia prova quando si trova davanti al Balrog a Moria. Ne parlano Gimli e Frodo (LotR 378, ISdA 479): " 'Troppo mi ha ricordato l'ombra in Moria - l'ombra del Balrog', terminò con un sussurro. 'Non era un Balrog', disse Frodo, ancora tremante per il freddo che era sceso su di lui. 'Era qualcosa di più freddo".
Questa caratteristica sembra essere potenziata quando i Nove riappaiono a cavallo dei loro destrieri alati, ne troviamo diverse testimonianze, e nessuno sembra essere immune a queste sensazioni: (LotR 279, ISdA 360) "Frodo guardò in alto verso il cielo. Improvvisamente vide o sentì un'ombra passare sopra le alte stelle, come se per un momento esse fossero scomparse e poi scintillassero nuovamente. Rabbrividì", e (LotR 378, ISdA 479) "Presto apparve come una grande creatura alata, più nera degli abissi della notte. Frodo sentì un freddo improvviso scorrere attraverso il suo corpo e stringergli il cuore; sentiva un freddo mortale, come la memoria della vecchia ferita alla spalla. Si rannicchiò come per nascondersi". Anche Legolas ne viene colpito (Lotr 487, ISdA 607) "Il Messaggero Alato! Ci riempì tutti di paura", e anche i Rohirrim (LotR 581, ISdA 722) "In quel momento un'ombra cadde su di loro. La brillante luce lunare sembrò offuscarsi improvvisamente. Molti Cavalieri gridarono e si rannicchiarono, tenendo le loro braccia sopra le loro teste come per proteggersi da un colpo proveniente dall'alto: una paura cieca e un freddo mortale caddero su di loro", ed anche un Uomo della guardia personale di Denethor, Beregond, che afferma addirittura (LotR 749, ISdA 922) "Mi sembra che mi sia stato rubato il calore del mio sangue".
Il loro effetto sui difensori di Minas Tirith durante l'assedio è devastante: (LotR 805, ISdA 989) "Ad ogni grido divennero sempre più insopportabili. Alla fine persino i più coraggiosi si gettavano a terra quando la minaccia nascosta passava sopra di loro, o rimanevano in piedi lasciando cadere le loro armi dalle mani snervate mentre nelle loro menti venne un'oscurità, ed essi non pensarono più alla guerra, ma solo a nascondersi, a strisciare e alla morte".
Quest'aura produceva anche effetti a lungo termine se l'esposizione ad essa era prolungata, proprio come avvenne durante l'assedio di Minas Tirith. Sfociava in una vera e propria malattia, chiamata Ombra Nera: (LotR 842, ISdA 1032) "E coloro che ne erano colpiti cadevano lentamente in un sogno sempre più profondo, e poi passavano al silenzio e a un freddo mortale, e così morivano". Aragorn riuscì a curare questa strana malattia usando le foglie di athelas, dimostrando così la propria capacità di Re-guaritore, figura che troviamo spesso nell'epica medievale.I destrieri alati
Sembra quindi che quest'aura maligna sia posseduta con forza dai destrieri alati, ma cosa sono in realtà questi volatili? Vengono visti diverse volte, ma quasi sempre molto in alto nel cielo, in modo tale che non siano chiaramente distinguibili, e soprattutto vengono visti quasi sempre di notte.
Li vede Legolas per primo (LotR 378, ISdA 479) "Nello stesso momento una scura forma, come una nube eppure non una nube, poiché si muoveva molto velocemente, apparve dal nero del Sud, e si mosse con velocità verso la Compagnia, offuscando tutta la luce mentre si avvicinava", poi i Rohirrim (LotR 581, ISdA 722) "Intimoriti guardarono in alto. Una grande figura alata passò sopra la luna come una nera nube. Girò e andò verso nord, volando ad una velocità maggiore di qualsiasi vento della Terra-di-mezzo. Davanti ad essa le stelle sbiadirono, e poi scomparve", e anche Frodo e Sam (LotR 615, ISdA 762): " fissando il cielo, respirando profondamente l'aria più fresca, la videro arrivare: una piccola nube che volava dai colli maledetti, una nera ombra partita da Mordor, una grande forma alata e immonda. Saettò davanti alla luna, e con un grido mortale andò verso occidente, oltrepassando il vento con la sua terribile velocità. Caddero in avanti, strisciando sulla fredda terra senza badarvi. Ma l'ombra d'orrore roteò e torno indietro, passando ora più in basso e dritta su di loro, sfiorando con le sue orribili ali le esalazioni delle paludi. Poi scomparve, volando indietro verso Mordor con la velocità della collera di Sauron".
Questi strani volatili avevano quindi una grandissima velocità (addirittura maggiore del vento!) e anche un tremendo grido, capace anch'esso di incutere terrore quasi come l'aura maligna che sprigionavano, e ce lo confermano Frodo e Sam a cui (LotR 615, ISdA 762) "parve di udire, molto lontano, un lungo grido lamentoso, alto, stridulo e crudele. Rabbrividirono".
Ma comunque, l'unica descrizione precisa e completa di una di queste creature è quella del destriero del Signore dei Nazgûl quando appare alla Battaglia del Campo del Pelennor (LotR 822, ISdA 1009) "La grande ombra scese come una nuvola cadente. E, meraviglia! era una creatura alta: se uccello, assai più grande di ogni altro uccello, ed era nudo, e neppure piume aveva, e le sue vaste ali erano come membrane di pelle tra dita di corno; e puzzava. Forse era la creatura di un mondo più antico, la cui razza, sopravvivendo in fredde montagne dimenticate sotto la Luna, trattenendosi più a lungo del loro tempo, e in nascosti nidi allevarono quest'ultima prematura covata, adatta alla malvagità. E l'Oscuro Signore se ne impadronì, e lo allevò con cibi terribili, finché crebbe oltre le dimensioni di tutti gli altri esseri volanti, e lo diede al suo servo come suo destriero. Giù, giù discese, e poi, piegando le membrane dotate di dita, emise un grido gracchiante, e si pose sopra il corpo di Nevecrino, affondandovi i suoi artigli, curvando il suo lungo collo nudo". Vediamo quindi che sembra assomigliare molto a uno pterodattilo, e da questo brano ricaviamo l'ulteriore informazioni che questi esseri emanavano una puzza molto forte, probabilmente per scoraggiare ancora di più i nemici.La fine dei Nazgûl
I Nazgûl partecipano a tutta la Guerra dell'Anello, e ovviamente furono presenti alla battaglia che si svolse davanti al Morannon. In quegli stessi istanti Frodo era nel Sammath Naur sull'Orodruin e indossò l'Anello prendendone esplicito possesso. Sauron con il suo vigile Occhio si accorse di quanto stava succedendo, e inviò subito gli otto Nazgûl rimasti dopo la morte del loro Signore per cercare di impossessarsi dell'Anello. Ma nel frattempo Gollum e l'Anello caddero nella bocca dell'Orodruin e l'Unico si fuse nello stesso magma in cui fu forgiato. Tutto il suo potere svanì lentamente, e con esso svanì la potenza di Sauron, che in esso aveva infuso quasi tutto il suo potere. Di conseguenza, i Nazgûl non furono più sorretti dal suo potere, così come Barad-dûr e le altre opere compiute dall'Oscuro Signore, ed è proprio in questi istanti che (LotR 926, ISdA 1130) " nel cuore della tempesta, con un urlo più lacerante di ogni altro suono, facendo a pezzi le nuvole, arrivarono i Nazgûl, sfrecciando come dardi infuocati, e come ingoiati dall'ardente rovina delle colline e del cielo, essi gracchiarono, appassirono e scomparvero", diventando semplici e innocui spiriti dispersi dal vento.
Il Signore dei Nazgûl
Riprendiamo adesso ad analizzare la figura del Signore dei Nazgûl, che prima abbiamo messo da parte.
Chi sia esattamente, non si sa, ma sembra probabile che sia un Numenoreano Nero, un grande Stregone dai vasti poteri e votato al Male, servo e adoratore di Sauron. Gandalf ci dice che egli era (LotR 800, ISdA 983) "Re di Angmar molto tempo fa, Stregone, Spettro dell'Anello, Signore dei Nazgûl, una lancia di terrore nella mano di Sauron, ombra di disperazione", e (LotR 250, ISdA 325) "Grande re e stregone fu un tempo, e ora esercita una paura mortale". Nelle appendici si aggiunge che (LotR 1016, ISdA 1237) "Il signore di quelle terre [Reame di Angmar] era conosciuto come il Re-stregone, ma solo più tardi fu noto che egli era davvero il capo degli Spettri dell'Anello, che venne a nord con lo scopo di distruggere i Dúnedain in Arnor, vedendo una speranza nelle loro divisioni mentre Gondor era forte". Nulla in più è noto, proprio come per gli altri otto Nazgûl.
Forse con questa non identificazione degli Spettri dell'Anello, Tolkien ci ha voluto mettere in guardia, indicandoci che il Male è dentro ognuno di noi, se ci si arrende davanti alla smania di potere, ricchezza, fama o gloria, accettando gli Anelli che il Sauron di turno è sempre pronto ad offrirci.
Di più sappiamo dell'aspetto del Signore dei Nazgûl. Nelle appendici si dice che durante la battaglia che si svolse presso il lago Nenuial, esso apparve (LotR 1026, ISdA 1252) " con un vestito e una maschera neri in groppa a un cavallo nero". Quando invece esce da Minas Morgul alla testa del suo esercito, appare a Frodo e Sam come (Lotr 691, ISdA 853) " un Cavaliere, tutto nero, a parte l'elmo a forma di corona, brillante di una luce pericolosa, che portava sopra la testa incappucciata". Similmente viene descritto durante l'assedio a Minas Tirith mentre fronteggia Gandalf: (LotR 811, ISdA 996) "Il Cavaliere Nero gettò indietro il suo cappuccio, e meraviglia! portava una corona regale, ma essa era posta su una testa invisibile. I fuochi rossi brillavano tra di essa e le ampie e scure spalle ammantate", e quando atterra con il suo destriero alato nel Pelennor: (LotR 822 ISdA 1009) "Su di esso sedeva una figura avvolta in un nero mantello, immensa e minacciosa. Portava una corona di acciaio, ma tra il suo bordo e la veste non vi era niente da vedere, tranne un mortale bagliore d'occhi: il Signore dei Nazgûl. Brandiva una grande mazza nera".
Frodo però lo vede nella sua vera forma nel Mondo Invisibile su Amon Sûl: (LotR 191, ISdA 256) " i suoi capelli erano lunghi e luccicanti, e sul suo elmo era posta una corona. In una mano teneva una lunga spada, nell'altra un coltello; sia il coltello che la mano che lo stringeva ardevano di una pallida luce".
Questo coltello è un'arma molto particolare, è un pugnale Morgul, ossia una lama avvelenata con degli effetti però molto particolari. E' questa l'arma che ferisce Frodo ad Amon Sûl, come ci viene detto da Aragorn: (Lotr 193, ISdA pag 258) " 'E più mortale per Frodo è stato questo!' Si chinò ancora e sollevo un lungo e sottile pugnale. Aveva un freddo luccichio in sé. Come Grampasso lo alzò, essi videro che vicino all'estremità il bordo era inciso e la punta era rotta. Ma quando egli lo tenne nella luce crescente del mattino, essi guardarono sbalorditi, perché la lama parve fondersi, e svanì come fumo nell'aria, lasciando solo l'elsa nella mano di Grampasso. 'Ahimè!' esclamò. 'E' stato questo pugnale maledetto a ferirlo. Pochi oggi hanno abilità di guarigione sufficienti a combattere queste armi maligne' ".
Gli effetti della lama sono mortali, ma non solo, come ci dice Gandalf: (LotR 216, ISdA 284) "Tentavano di far penetrare nel tuo cuore un pugnale Morgul che rimane nella ferita. Se vi fossero riusciti, tu saresti diventato come loro, solo più debole e sotto il loro controllo. Saresti diventato uno spettro sotto il dominio dell'Oscuro Signore".
Sullo scontro ad Amon Sûl, Frodo riesce a colpire il Signore dei Nazgûl, ma non riesce però a ferirlo, come nota Aragorn la mattina dopo lo scontro: (LotR 193, ISdA 258) " 'Guardate!' esclamò; e chinandosi sollevò dal terreno un manto nero che giaceva nascosto dall'oscurità. Un piede sopra l'orlo inferiore c'era uno squarcio. 'Questo è il colpo della spada di Frodo', disse. 'L'unica ferita che ha fatto al suo nemico, temo; perché essa è intatta, mentre tutte le lame che feriscono quel terribile Re vanno in frantumi. Più mortale per lui è stato il nome di Elbereth' ". Quindi apprendiamo anche che esso teme i Valar e in maniera più estesa tutto ciò che viene dall'Ovest.
Ma perché il colpo di Frodo non lo ferisce? Perché il Signore dei Nazgûl è protetto da un incantesimo (probabilmente fatto dagli egli stesso) secondo il quale egli può rimarginare le ferite subite da armi comuni non magiche, ed inoltre il suo destino è governato da una profezia. Questo viene detto da Glorfindel durante la battaglia presso il lago Neuial quando Ëarnur tenta di inseguirlo: (LotR 1027, ISdA 1252) "Ancora lontano è il suo destino, ed egli non cadrà per mano d'uomo". Ce lo conferma Gandalf, dicendo che (LotR 800, ISdA 983) " se le parole pronunciate molto tempo fa sono vere, egli non cadrà per mano di un uomo, e nascosto ai Saggi è il destino che lo attende" e lo conferma egli stesso davanti ad Éowyn: (LotR 823 ISdA 1010) "Nessun uomo vivente può ostacolarmi!"
L'incantesimo di protezione è rotto dalla lama dei Tumuli (forgiata però ad Arnor con conoscenze portate da Númenor, cioè dall'Ovest da lui tanto odiato) con cui Merry lo colpisce durante la Battaglia del Pelennor: (LotR 824 ISdA 1011) "La spada di Merry lo aveva pugnalato da dietro, squarciando il nero mantello, e passando sotto l'usbergo colpì il tendine dietro il suo possente ginocchio". Si specifica poi che (LotR 826, ISdA 1014) "Nessun'altra lama, neanche se mani più possenti l'avessero brandita, avrebbe procurato all'avversario una ferita così amara, fendendo la carne non-morta, rompendo l'incantesimo che rimarginava i suoi tendini invisibili secondo la sua volontà". La lama non sopravvive al terribile scontro con un potere maligno così forte: (LotR 826, ISdA 1014) "E meraviglia! lì giaceva la sua arma, ma la lama fumava come un ramo secco gettato nel fuoco; e mentre la guardava si contorse, appassì e si consumò".
Dopo che Merry ha rotto l'incantesimo, il Signore dei Nazgûl diventa vulnerabile, ed Éowyn, approfittando di quel momento (LotR 824 ISdA 1011) " con le sue ultime forze conficcò la sua spada tra la corona e il mantello, mentre le grandi spalle si piegavano davanti a lei". Si compie così la profezia, e il Signore dei Nazgûl muore colpito da una donna, ma (LotR 824, ISdA 1012) " il mantello e l'usbergo erano vuoti. Adesso giacevano senza forma sul terreno, laceri e stazzonati; un urlo si levò nell'aria rabbrividente, e sparì con un lamento stridulo, andandosene con il vento, una voce sottile e senza corpo che morì e fu assorbita, e non fu mai più udita in quell'era del mondo". Si compie così la profezia, e il Signore dei Nazgûl muore ucciso da una donna.
Sembra quindi chiaro che il Re-stregone abbia un corpo fisico, che però cela in una invisibilità dovuta forse all'incantesimo che lo avvolge. A causa di questa invisibilità per rendersi visibile si abbiglia con vesti e mantelli neri, indossando talvolta anche una maschera o un elmo coronato.
L'impresa di Merry ed Éowyn fu davvero eroica, poiché solo Gandalf aveva potere sufficiente per non indietreggiare davanti al Signore dei Nazgûl, un avversario molto potente, secondo forse al solo Sauron e al Balrog. I soldati di Gondor fuggono di fronte a lui: (LotR 799, ISdA 982) "Ma è il Capitano Nero che ci sconfigge. Pochi attendono e resistono anche alla sola notizia della sua venuta. La sua stessa gente trema al suo cospetto, e si ucciderebbero ad un suo ordine", anche durante la battaglia presso il lago Nenuial: (LotR 1026, ISdA 1252) "La paura cadde su tutti coloro che lo videro". Pare però che il suo potere non sia costante, ma sia più forte d'inverno, come asseriscono i Lossoth di Forochel: (LotR 1018, ISdA 1240) "In estate il suo potere si affievolisce, ma ora il suo respiro è mortale, e il suo freddo braccio è lungo".
Comunque la forza con cui si avventa contro Eowyn è devastante: (LotR 824 ISdA 1011): "Con un urlo d'odio che tormentò le orecchie come veleno egli lasciò cadere la sua mazza. Il suo [Éowyn] scudo andò in mille pezzi, e il suo braccio si ruppe; ella cadde in ginocchio".
Le conseguenze dello scontro sono molto gravi sia per Merry che per Éowyn: entrambi cadono come morti sul terreno, e un freddo glaciale pervade loro le braccia con cui hanno colpito: (LotR 841, ISdA 1031) "La mano destra [di Merry] era glaciale al tocco", e il povero Merry cerca aiuto in Pipino quando per lui (LotR 841, ISdA 1031): "Sta diventando ancora tutto scuro, e il mio braccio è così freddo!" Entrambi vengono poi curati da Aragorn con l'athelas e guariscono perfettamente, al contrario della ferita di Frodo provocata dal pugnale Morgul che lo tormenterà per molti anni fino alla sua partenza per Valinor. Probabilmente questo è un effetto del pugnale Morgul o forse del possesso dell'Anello per molto tempo.
Una caratteristica comune agli altri Nazgûl è un terribile urlo con cui terrorizza i nemici (LotR 824 ISdA 1011) "Con un urlo d'odio che tormentò le orecchie come veleno egli lasciò cadere la sua mazza" e (LotR 1026, ISdA 1252) "egli scelse il Capitano di Gondor per la pienezza del suo odio, e con un grido terribile cavalcò diritto contro di lui", o ancora (LotR 810, ISdA 995) "Allora il Capitano Nero si alzò sulle staffe e urlò forte con una voce spaventosa, parlando in qualche lingua dimenticata parole di potenza e terrore per lacerare cuori e pietre". A quest'urlo spesso accompagna una ancor più terribile risata: (LotR 811, ISdA 996) "Da un bocca invisibile venne una risata mortale", e (LotR 1026, ISdA 1252) "Poi il Re-stregone rise, e nessuno che udì quella risata dimenticò mai l'orrore di quell'urlo".
L'ultimo urlo fu lanciato in punto di morte, un grido disperato di rabbia che per fortuna scomparve con esso e più non riapparve: (LotR 824, ISdA 1012): " un urlo si levò nell'aria rabbrividente, e sparì con un lamento stridulo andandosene con il vento, una voce sottile e senza corpo che morì e fu assorbita, e non fu mai più udita in quell'era del mondo".
Con questo finale Tolkien ci lascia però un dubbio: il Signore dei Nazgûl può forse riapparire nelle ere successive della Terra-di-mezzo? Io credo di sì, d'altra parte il suo spirito può essere sopravvissuto nel Mondo Invisibile, in attesa solamente di un potere maligno abbastanza forte per poterlo reincarnare nuovamente, ma per fortuna l'Anello e il potere di Sauron furono distrutti, e non sappiamo se negli anni successivi sia sorto un nuovo Oscuro Signore. Ma io credo che Tolkien con questa frase abbia voluto ancora una volta avvertirci, facendoci capire che persino nella nostra era il Signore dei Nazgûl potrebbe tornare, facendosi largo nel cuore dei molti uomini avidi di denaro e potere, e forse, guardando la storia dell'umanità, vedo in alcuni uomini almeno un pallido riflesso di questo oscuro personaggio.