Il Kalevala - Riassunto dei runi
A cura di Alberto Ladavas
I - Proemio (versi 1-102). La Vergine dell'aria discende nel mare dove, fecondata
dal vento e dall'onda, diventa la Madre delle acque (103-176). Una folaga fa
il nido e depone le uova sul ginocchio della Madre delle acque (177-212). Le
uova scivolano fuori dal nido, si rompono, e dai frantumi si formano la terra,
il cielo, il sole, la luna e le nubi (213-244). La Madre delle acque crea promontori,
golfi, spiagge, le profondità e le secche del mare (245-280). Väinämöinen
nasce dalla Madre delle acque e vaga lungamente sulle onde, finché non
si ferma sulla riva (281-344).
II - Väinämöinen sale sulla terra priva di alberi ed ordina a
Sampsa Pellervoinen di gettarne i semi (1-42). La quercia da principio non germoglia
ma ad una nuova semina cresce e si espande su tutta la terra, e col suo fogliame
impedisce di vedere la luna e il sole (43-110). Un uomo sorge dal mare ed atterra
la quercia: la luna e il sole tornano a risplendere (111-224). Gli uccelli cantano
sugli alberi; le erbe, i fiori e le bacche crescono sulla terra; solamente l'orzo
non cresce ancora (225-236). Väinämöinen trova alcuni granelli
di orzo nella sabbia della riva, abbatte gli alberi del bosco per dissodarlo,
ma lascia crescere solo una betulla perché gli uccelli vi si possano
posare (237-264). L'aquila, riconoscente, accende a Väinämöinen
del fuoco, col quale il bosco viene bruciato (265-286). Väinämöinen
semina l'orzo, prega che cresca felicemente e spera nella prosperità
a venire (287-378).
III - Väinamöinen cresce in sapienza magica e diventa famoso (1-20).
Joukahainen va per gareggiare con lui nei canti magici, ma non riuscendovi,
lo sfida a combattere con la spada: Väinämoinen si adira e incanta
Joukahainen dentro una palude (21-330). Joukahainen si trova in grande angoscia
e, in cambio della sua libertà, promette di dare in moglie a Väinämöinen
la propria sorella. Väinämöinen si placa e lo libera dall'incanto
(331-476). Joukahainen torna a casa di malumore e racconta alla madre il suo
disgraziato viaggio (477-524). La madre si rallegra nell'udire che Väinämöinen
diverrà suo genero, ma la figlia se ne addolora e comincia a piangere
(525-580).
IV - Väinämöinen incontra nel bosco la sorella di Joukahainen
e le chiede che diventi sua moglie (1-30). La ragazza corre piangendo a casa
e racconta il fatto a sua madre (31-116). La madre la rimprovera di affliggersi
e le ordina piuttosto di rallegrarsi e di indossare gli abiti più belli
(117-188). La figliuola non cessa di piangere e dice che non vuol andare sposa
ad un vecchio (189-254). Girando pensierosa si smarrisce in una foresta, giunge
ad una spiaggia sconosciuta, va per bagnarsi, ed affoga (255-370). La madre
piange notte e giorno la sua figliuola perduta (371-518).
V - Väinämoinen cerca di riprendere dal mare la sorella di Joukahainen
e la ripesca con un amo, trasformata in strano pesce (1-58). Si accinge a tagliarlo
a pezzi, ma il pesce gli guizza dalle mani e ritorna nel mare e dove svela il
suo vero esser (59-133). Väinämöinen tenta invano, con le parole
e con le reti, di riprendere quel pesce (l34-163). Torna afflitto a casa, e
dalla madre morta riceve il consiglio di chiedere in sposa la ragazza di Pohjola
(164-241).
VI - Joukahainen serba rancore nei confronti di Väinämoinen e gli
tende un agguato per sorprenderlo nel suo viaggio verso Pohjola (1-78). Lo vede
attraversare il fiume cavalcando e gli scaglia un dardo, ma colpisce solamente
il cavallo (79-182). Väinämöinen precipita nell'acqua; una violenta
tempesta lo trascina in alto mare, mentre Joukahainen gioisce, pensando che
il rivale abbia ormai cantato per l'ultima volta (183-234).
VII - Väinämoinen nuota per parecchi giorni in alto mare: lo incontra
l'aquila, la quale, tuttora riconoscente nei suoi confronti per aver risparmiato
la betulla, lo prende sul dorso e lo porta sulla spiaggia di Pohjola, donde
la signora di Pohjola lo accoglie ospitalmente in casa sua (1-274). Però
Väinämöinen si strugge dal desiderio del suo paese, e la signora
di Pohjola gli promette non solo di rimandarvelo, ma di dargli anche la propria
figliuola in moglie, purché le fabbrichi il Sampo (275-322). Väinämoinen
promette che, una volta tornato a casa, manderà il fabbro Ilmarinen a
fabbricare il Sampo; allora la signora di Pohjola gli dà una slitta e
un cavallo perché ritorni in patria (323-368).
VIII - Durante il suo viaggio Väinämöinen vede la fanciulla di
Pohjola in una meravigliosa veste, e le chiede se vuole diventare sua sposa
(1-50). La fanciulla finisce col promettere di acconsentire al desiderio di
Väinämöinen purché questi, con le schegge del fuso, le
fabbrichi una barchetta e la faccia scendere nell'acqua senza toccarla in alcun
modo (51-132). Väinämoinen si mette al lavoro, ma con la scure si
ferisce gravemente al ginocchio, e non riesce ad arrestare la perdita di sangue
(133-204). Va a cercare un mago abile nelle cure, e trova un vecchio che s'impegna
a fermare l'emorragia (205-282).
IX - Väinämöinen narra al vecchio l'origine del ferro (1-266).
Il vecchio rimprovera il ferro e pronunzia gli scongiuri per arrestare il sangue;
il sangue si ferma (267-418). Il vecchio ordina al suo figliuolo di preparare
un unguento, unge la ferita e la fascia; Väinämoinen guarisce e ringrazia
Dio per il soccorso ricevuto (419-586).
X - Väinämöinen torna in patria ed esorta Ilmarinen a recarsi
a Pohjola, perché fabbricando il Sampo otterrebbe la mano della fanciulla
(1-100). Ilmarinen risponde che non andrà mai a Pohjola; cosicché
Väinämöinen è costretto a ricorrere ad un altro incantamento
per far sì che, contro la sua volontà, si metta in viaggio (101-200).
Ilmarinen giunge a Pohjola, vi trova liete accoglienze ed è invitato
a forgiare il Sampo (201-280). Ilmarinen fabbrica il Sampo, che la signora di
Pohjola rinchiude nel monte roccioso (281-432). Ilmarinen chiede la fanciulla
in ricompensa dell'opera compiuta: la fanciulla pone delle resistenze e dice
di non potere ancora abbandonare casa sua (433-462). Ilmarinen ottiene una barca,
ritorna in patria e racconta a Väinämöinen com'egli abbia già
forgiato il Sampo a Pohjola (463-510).
XI - Lemminkäinen si reca a Saari per chiedere in sposa una donzella di
nobile famiglia (1-110). Le fanciulle di Saari dapprima lo deridono, ma ben
presto prendono con lui grande confidenza (111-156). Solamente di Kyllikki,
per amor della quale era partito, non gli riesce di guadagnarsi l'affetto; cosicché
alla fine egli la rapisce, la getta nella sua slitta e si mette in viaggio (157-222).
Kyllikki piange e s'angustia soprattutto per il temperamento bellicoso di Lemminkäinen;
questi promette di non andare mai più in guerra, purché Kyllikki
prometta di non andar mai a danzare nel villaggio, e fanno entrambi un giuramento
(223-314). La madre di Lemminkäinen si compiace della giovane nuora (316-402).
XII - Kyllikki dimentica il suo giuramento e si reca al villaggio, e quindi
Lemminkäinen si adira moltissimo e decide di ripudiarla subito e di andare
a chiedere in sposa la fanciulla di Pohjola (1-128). La madre cerca in tutte
le maniere di trattenere il figlio dal partire e gli dice che colà incontrerà
la morte; Lemminkäinen, che si stava pettinando, getta via adirato il pettine
ed afferma che solo quando quel pettine gocciolerà sangue, anch'egli
sanguinerà (129-212). Si arma, si mette in viaggio, giunge a Pohjola
e incanta tutti gli uomini facendoli uscire dalle loro case; solamente un brutto
mandriano non cade sotto l'incantesimo (213-504).
XIII - Lemminkäinen chiede la figlia alla vecchia di Pohjola, che gli impone,
come prima fatica per meritarla, di raggiungere di corsa coi pattini l'alce
di Hiisi (1-30). Lemminkäinen si mette in cammino vantandosi di raggiungere
l'alce, ma presto deve riconoscere con disappunto di aver fallito (31-270).
XIV - Valendosi dei consueti scongiuri e preghiere del cacciatore, Lemminkäinen
finisce con l'impadronirsi dell'alce, che porta a Pohjola (1-270). Per seconda
fatica gli viene imposto di imbrigliare il cavallo di fuoco di Hiisi, cosa che
riesce a fare (271-372). Per terza prova, deve catturare il cigno del fiume
di Tuonela [Che è il fiume limite tra questo mondo e il mondo dei morti.
NdT]. Lemminkäinen va alla fiume ma lì lo aspetta il mandriano da
lui disprezzato, che lo uccide e lo butta nella cascata di Tuoni. Per di più
il figlio di Tuoni ne taglia a pezzi il corpo (373-460).
XV - Un certo giorno dal pettine di Lemminkäinen comincia a gocciolare
sangue, dal che la madre comprende subito che la morte ha colto il suo figliuolo.
Corre a Pohjola e chiede alla signora di Pohjola dove sia andato a finire Lemminkäinen
(1-62). La signora di Pohjola finisce col dire quali prove gli avesse imposto,
e il Sole dà notizia precisa della morte di Lemminkäinen (63-194).
La madre di Lemminkäinen scende alla cascata di Tuoni con un lungo rastrello
nelle mani, e rastrella le acque finché ritrova tutti i pezzi del corpo
del figlio, li ricompone insieme e con l'aiuto di scongiuri e di unguenti, risuscita
il figlio Lemminkäinen (195-554). Tornato in vita, Lemminkäinen racconta
come era perito nel fiume di Tuonela, e poi va a casa sua con la madre (555-650).
XVI - Väinämöinen manda Sampsa Pellervoinen a cercare legna per
la barca, si mette a costruirla, ma gli mancano tre parole magiche (1-118).
Non potendo ottenerle da altri, discende in Tuonela, dove vorrebbero trattenerlo
(119-362). Pure, con la sua potenza magica, riesce in qualche modo a uscire
da Tuonala, e una volta ritornato, sconsiglia chiunque dal recarsi laggiù
e descrive lo stato doloroso e tremendo in cui si trovano colà i malvagi
(363-412).
XVII - Väinämöinen va per chiedere le parole ad Antero Vipunen,
e lo sveglia dal suo lungo sonno sotto terra (1-98). Vipunen inghiotte Väinämoinen,
e questi, nel suo ventre, incomincia a tormentarlo fortemente (99-146). Vipunen
pensa a quale malanno possa essergli capitato, e cerca di liberarsene con varie
parole magiche, scongiuri, imprecazioni e minacce: ma Väinämoinen
gli dichiara che non se ne andrà se non avrà prima ottenuto da
lui le parole magiche che gli mancano per compiere la barca (147-526). Vipunen
canta allora tutta la sua scienza magica a Väinämöinen il quale
esce dal suo ventre, torna al cantiere e termina la costruzione della barca
(527-628).
XVIII - Väinämöinen fa vela con la sua nuova barca per chiedere
in sposa la fanciulla di Pohjola (1-40). La sorella di Ilmarinen lo scorge e
parla con lui dalla riva, viene a sapere del perché del suo viaggio e
corre ad avvertire il fratello che un altro uomo aspira alla sua sposa e che
deve stare in guardia (41-266). Ilmarinen, si prepara per il viaggio e cavalca
lungo la riva verso Pohjola (267-470). La signora di Pohjola, vedendo avvicinarsi
gli sposi, consiglia alla figliuola di scegliere Väinämoinen (471-634).
Ma la figlia decide di scegliere Ilmarinen, che ha fucinato il Sampo, e a Väinämöinen,
arrivato per il primo nella stanza, risponde che non vuol saperne nulla di lui
(636-706).
XIX - Ilmarinen va alla casa di Pohjola, e ne chiede in sposa la figlia, ma
per meritarla gli vengono imposte prove perigliose (1-32). Coi consigli della
fanciulla di Pohjola, riesce a compierle felicemente: per prima cosa ara il
campo delle vipere, poi prende l'orso di Tuoni e il lupo di Manala, e finalmente
s'impadronisce del grosso e terribile luccio nel fiume di Tuonela (33-344).
La signora di Pohjola promette la figliuola come fidanzata a Ilmarinen (345-498).
Väinämoinen ritorna indispettito da Pohjola, e sconsiglia ognuno dall'andare
in cerca di sposa insieme ad un pretendente più giovane (499-518).
XX - A Pohjola si macella un gigantesco bove per il banchetto nuziale (1-118).
Si fa la birra e si apprestano vari cibi (119-516). Si mandano messaggeri per
invitare molta gente alle nozze; solamente Lemminkäinen non viene invitato
(517-614).
XXI - Lo sposo col suo corteo viene accolto a Pohjola (1-226). Agli ospiti si
offre in abbondanza da mangiare e da bere (227-252). Väinämöinen
canta e ringrazia la gente di casa (253-438).
XXII - La sposa viene preparata per la partenza e le si ricordano così
i giorni passati (1-124). La sposa è presa dalla tristezza (125-184).
La fanno piangere (185-382). Piange (383-448). Viene consolata (449-522).
XXIII - Alla sposa vengono dati ammaestramenti e consigli sul modo di condurre
la casa del marito (1-478). Una vecchia girovaga racconta le vicende della sua
vita, da ragazza, da maritata, e dopo che si è separata dal marito (479-850).
XXIV - Consigli allo sposo, sul modo di comportarsi verso la sposa e ammonimenti
di non trattarla male (1-264). Un vecchio mendicante racconta in qual modo egli
una volta mise giudizio a sua moglie (265-296). La sposa ricorda con le lacrime
agli occhi che ora essa deve abbandonare per sempre la dolce casa dove nacque,
e dice addio a tutti (297-462). Ilmarinen mette la sposa nella slitta e parte
con lei, e dopo tre giorni giunge a casa sua (463-527).
XXV - Lo sposo, la sposa e il corteo sono ricevuti in casa di Ilmarinen (1-382).
Alla folla degli invitati è offerto da mangiare e da bere in abbondanza.
Väinämöinen canta e ringrazia il padrone, la massaia, il compare,
la comare e gli altri del corteo (383-672). Nel ritornare dalle nozze a Väinämöinen
si spezza la slitta; la accomoda e torna a casa (673-738).
XXVI - Lemminkäinen, offeso di non essere stato invitato alle nozze, decide
di recarsi a Pohjola, senza badare alla madre che glielo vieta e lo avverte
dei molti rischi mortali che incontrerà lungo la strada (1-382). Si mette
in viaggio, e grazie alla sua magia, scampa felicemente da tutti i pericoli
(383-776).
XXVII - Giunto a Pohjola, Lemminkäinen mostra in vari modi la sua arroganza
(1-204). Il signore di Pohjola va in collera e non potendo vincere Lemminkäinen
nelle stregonerie, lo sfida a combattere con la spada (205-282). Nel duello
Lemminkäinen taglia il capo al signore di Pohjola; per vendicarlo, la signora
di Pohjola raduna i guerrieri contro Lemminkäinen (283-420).
XXVIII - Lemminkäinen fugge in fretta da Pohjola e giunto a casa domanda
alla madre dove potrebbe nascondersi daalla gente di Pohjola, che tutti insieme
stanno per assalirlo (1-164). La madre lo rimprovera di essere andato a Pohjola,
gli propone questo o quel nascondiglio e alla fine lo consiglia di recarsi in
un isolotto al di là di molti mari, dove una volta anche suo padre passò
giorni tranquilli durante una guerra (165-294).
XXIX - Lemminkäinen fa vela e giunge felicemente all'isolotto (1-78). Qui
giace sfacciatamente con le ragazze e le mogli, del che adirati gli uomini dell'isolotto
decidono la sua morte (79-290). Lemminkäinen fugge e abbandona l'isola,
con gran dolore suo e delle fanciulle (291-402). Un uragano spezza la barca
di Lemminkäinen, che si salva a nuoto, approda ed ottiene una nuova barca,
con la quale giunge alle rive del suo paese (403-452). Vede le sue vecchie stanze
incenerite e tutto il luogo devastato e deserto; comincia a piangere e a lamentarsi,
soprattutto temendo che anche sua madre sia morta (453-514). Ma la madre vive
e dimora in un altro luogo dentro il bosco, dove Lemminkäinen con sua grande
gioia la ritrova (515-546). La madre gli racconta come la gente di Pohjola era
venuta ed aveva incendiato le stanze; Lemminkäinen promette di costruirne
delle nuove e migliori, quando si sarà vendicato su Pohjola degli affanni
sofferti; e narra alla madre del lieto soggiorno nell'isolotto servitogli da
nascondiglio.
XXX - Lemminkäinen parte in guerra contro Pohjola col suo antico compagno
d'armi Tiera (1-122). La signora di Pohjola manda loro contro l'aspro gelo,
che imprigiona fra i ghiacci la loro barca, e avrebbe anche gelato i due eroi,
se Lemminkäinen con efficaci scongiuri ed esorcismi non lo avesse indotto
a desistere (123-316). Lemminkäinen e il suo compagno vanno sul ghiaccio
lungo la riva, errano lungamente e in grande miseria attraverso luoghi solitari
e squallidi, finché ritornano al loro paese.
XXXI - Untamo muove guerra a suo fratello Kalervo, abbatte le genti di Kalervo,
cosicché di tutta la stirpe di lui non resta che la moglie incinta. Untamo
conduce via con sé questa donna, e nella dimora di Untamo nasce il figlio
Kullervo (1-82). Già nella culla, Kullervo medita vendetta contro Untamo,
e Untamo tenta in molte maniere di ucciderlo, ma non ci riesce (83-202). Fattosi
adulto, Kullervo manda in rovina ogni lavoro, finché Untamo, perduta
la pazienza, lo vende come servo ad llmarinen (203-374).
XXXII - La moglie di Ilmarinen mette Kullervo come custode delle greggi e malignamente
gli ficca un sasso dentro il pane della cena (1-32). La massaia lo manda a pascere
le greggi, pronunziando le consuete preghiere e scongiuri del bestiame e dell'orso
(33-548).
XXXIIl - Kullervo, mentre pascola il gregge, verso sera, estrae il pane dalla
bisaccia, fa per tagliarlo e sciupa miseramente il suo coltello; questo lo addolora
moltissimo, in quanto il coltello era l'unico ricordo rimastogli della sua famiglia
(1-98). Pensa di vendicarsi della padrona: spinge il gregge in un pantano, raccoglie
un'orda di lupi e di orsi che manda a sera verso casa (99-184). Mentre la padrona
esce per la mungitura, viene sbranata e uccisa dalle belve. (185-296).
XXXIV - Kullervo fugge dalla casa di Ilmarinen, erra mestamente nelle foreste
e viene a sapere dalla vecchia del bosco che suo padre, sua madre, suo fratello
e sua sorella vivono ancora (1-128). Secondo le indicazioni della vecchia del
bosco, li ritrova sui confini della Lapponia (129-188). La madre gli racconta
che già da un pezzo essa lo aveva creduto morto, e che la sorella maggiore,
andata a cogliere bacche, era scomparsa (189-246).
XXXV - Kullervo cerca di lavorare presso i suoi genitori, ma siccome il suo
aiuto non serve loro a nulla, il padre lo manda a pagare i tributi (1-68). Dopo
aver pagato le tasse, durante il ritorno a casa incontra, a lui ignota, la sorella
che si era smarrita cercando le bacche. Egli la attira a sé e la seduce
(69-188). Quando poi vengono a sapere chi sono, la sorella si getta nel fiume,
mentre Kullervo si affretta a casa, racconta alla madre l'orribile fatto e pensa
poi anch'egli di porre fine ai suoi giorni (189-344). La madre lo distoglie
dall'uccidersi e lo consiglia di cercare, nascosto in qualche luogo, sollievo
al rimorso. Però Kullervo decide, prima di ogni altra cosa, di vendicarsi
di Untamo (345-372).
XXXVI - Kullervo si prepara alla guerra e lascia volentieri la sua famiglia,
della quale nessuno, eccetto la madre, dice di importargli che egli muoia (1-154).
Giunge alla casa di Untamo, distrugge ed abbatte ogni cosa e brucia le stanze
(155-250). Torna in patria, trova la casa deserta, e in tutta la contrada nessun'altra
creatura vivente, all'infuori del vecchio cane nero col quale egli va a cacciare
nel bosco per procurarsi del cibo (251-296). Camminando si ritrova per caso
nel luogo dove aveva sedotto la sorella, e tormentato dal rimorso tronca i suoi
giorni con la spada (297-360).
XXXVII - Ilmarinen piange lungamente la moglie morta, poi forgia, con grande
lavoro e fatica, una nuova donna d'oro e d'argento, ma senza riuscire a darle
l'alito e la vita (1-162). A notte si corica a fianco della sposa d'oro, e la
mattina successiva, al risveglio, sente gelida la parte del corpo che aveva
voltato verso la statua (163-196). Cede la sposa d'oro a Väinämöinen,
che non ne vuole sapere, ma gli consiglia di fonderla e fabbricarne altre cose
utili, oppure di portarla, così com'e, ad altri paesi dove gli sposi
siano avidi d'oro (197-250).
XXXVIII - Ilmarinen va a Pohjola a chiedere la sorella della sua prima moglie:
alle parole di scherno che riceve in risposta, si adira, rapisce la fanciulla
e ritorna in patria (1-124). Durante il viaggio la ragazza lo schernisce e lo
offende a tal punto che egli, corrucciato, la trasforma in un gabbiano (125-286).
Torna poi a casa e racconta a Väinämöinen come Pohjola, a causa
del possesso del Sampo, viva senza pensieri e come era andato a finire il suo
viaggio (287-328).
XXXIX - Väinämoinen esorta Ilmarinen ad andare con lui a Pohjola a
prendere il Sampo. Ilmarinen accetta la proposta ed essi si mettono in viaggio
per mare (1-330). Lemminkäinen li chiama dalla spiaggia, e udito dove si
recavano si offre come terzo uomo della spedizione ed è accolto volentieri
(331-426).
XL - Nel loro viaggio verso il Sampo, i tre giungono ad una cascata dove la
barca si attacca al dorso di un grosso luccio (1-94). Uccidono il luccio e ne
prendono a bordo la parte anteriore, che fanno cuocere e mangiano (95-204).
Con le mascelle del luccio Väinämöinen fabbrica la Kantele, che
parecchi provano a suonare, senza riuscirvi (205-342).
XLI - Väinämoinen suona la Kantele, e tutti gli esseri viventi, insieme
agli spiriti dell'aria, della terra e del mare, accorrono e si raccolgono per
ascoltare la musica (1-168). Questa commuove tanto i cuori di tutti che gli
occhi si riempiono di lacrime: a Väinämoinen stesso sgorgano dagli
occhi grosse lacrime, cadono a terra e ruzzolano in mare, dove si trasformano
in belle perle azzurre (169-266).
XLII - I tre eroi giungono a Pohjola e Väinämöinen dice che sono
venuti per il Sampo; se non lo avranno con le buone, lo porteranno via a forza
(1-58). La signora di Pohjola non vuole darlo né con le buone né
con le cattive, e raduna la sua gente per resistere (59-64). Väinämöinen
prende la Kantele, incomincia a suonare e addormenta con la sua musica tutta
la gente di Pohjola; va poi coi compagni a cercare il Sampo, riescono a trarlo
dal monte roccioso e lo trasportano nella barca (65-164). Col Sampo nella barca,
partono da Pohjola e fanno vela felicemente verso la patria (165-308). Dopo
tre giorni la signora di Pohjola si sveglia dal sonno e, accortasi del rapimento
del Sampo, suscita una nebbia fitta, un forte vento ed altri ostacoli per trattenere
i rapitori, affinché potesse raggiungerli; durante la tempesta la Kantele
di Väinämoinen precipita in mare (309-562).
XLIII - La signora di Pohjola arma una barca da guerra e dà la caccia
ai rapitori del Sampo (1-22). Quando li raggiunge, le genti di Pohjola e di
Kalevala combattono sul mare, e a quest'ultimi arrride la vittoria (23-258).
Ma la signora di Pohjola riesce a far cadere il Sampo nelle onde, dove si spezza
e va in frantumi (259-266). I pezzi più grossi sprofondano e formano
le ricchezze del mare, i più piccoli sono spinti dalla risacca sulla
spiaggia: di questo Väinämöinen gioisce, sperando nuova prosperità
(267-304). La signora di Pohjola minaccia di distruggere ogni benessere in Kalevala,
ma Väinämoinen non se ne cura (305-368). Angustiata per aver perduta
la sua potenza, la signora di Pohjola ritorna alle sue terre, riportando di
tutto il Sampo il solo coperchio vuoto (369-384). Väinämoinen raccoglie
con cura dalla spiaggia i frammenti del Sampo, li pianta, e spera ne nsaca continua
prosperità (385-434).
XLIV - Väinämöinen va a cercare la sua Kantele caduta in mare,
ma non riesce in nessun modo a recuperarla (1-76). Fabbrica allora col legno
della betulla una nuova Kantele, sulla quale riprende a suonare, a delizia di
tutta quanta la natura (77-334).
XLV - La signora di Pohjola evoca contro Kalevala inusitate malattie (1-190).
Väinämöinen guarisce il suo popolo con efficaci esorcismi e con
unguenti (191-362).
XLVI - La signora di Pohjola aizza l'orso contro le mandrie di Kalevala (1-20).
Väinämöinen abbatte l'orso: dopo di che si tengono in Kalevala
feste e banchetti per celebrare tale caccia (21-606). Väinämöinen
canta, suona la sua Kantele ed augura a Kalevala la stessa vita lieta nei tempi
a venire (607-644).
XLVII - Il sole e la luna discendono per ascoltare la musica di Väinämöinen;
la signora di Pohjola li afferra, li nasconde dentro il monte e ruba anche il
fuoco dalle stanze di Kalevala (1-40). Ukko, il dio supremo, si meraviglia del
cielo buio e accende un fuoco per creare una nuova luna e un nuovo sole (41-82).
II fuoco cade sulla terra e Väinämöinen ne va in cerca insieme
ad Ilmarinen (83-126). La Vergine dell'aria dice loro che il fuoco è
piombato nel lago di Alu, dove un pesce lo ha inghiottito (127-312). Väinämoinen
ed Ilmarinen cercano di pescare questo pesce con una rete di scorza, senza riuscirvi.
(313-315)
XLVIII - Fabbricata una rete di lino, con essa viene pescato il pesce che aveva
inghiottito il fuoco (1-192). Il fuoco viene ritrovato nel ventre del pesce,
ma ad un tratto guizza via, scottando in malo modo le guance e le mani ad IImarinen
(193-248). Il fuoco si slancia nel bosco, brucia e devasta molte terre, finché
viene afferrato e messo nelle oscure stanze di Kalevala (249-290). Ilmarinen
guarisce delle scottature (291-372).
XLIX - Ilmarinen forgia un nuovo sole e una nuova luna, ma non riesce a farli
risplendere (1-74). Väinämoinen apprende che il sole e la luna si
trovano dentro il monte di Pohjola; si reca colà, combatte con quelle
genti e le sconfigge (75-230). Vede il sole e la luna dentro il monte, ma non
riesce a penetrarvi (231-278). Torna in patria per procurarsi degli arnesi coi
quali aprire il monte. Mentre Ilmarinen glieli lavora, la signora di Pohjola,
impaurita del malanno che la sovrasta, libera il sole e la luna dal monte (279-362).
Väinämöinen, veduti il sole e la luna nel cielo, li saluta ed
augura che sorgano sempre così belli ed apportino prosperità alla
terra (563-422).
L - La Vergine Marjatta, inghiottita una bacca, partorisce un figlio (1-350).
Il bambino sparisce e dopo una lunga ricerca viene ritrovato in un pantano (351-424).
Un vecchio viene invitato a battezzarlo, ma egli non vuol battezzare un bambino
senza padre, se prima non sia esaminato e deciso se si debba lasciarlo in vita
(425-440). Väinämoinen considera la cosa e pronuncia una sentenza
di morte contro il miracoloso bambino, ma questi lo rimprovera per l'iniquo
giudizio (441-474). II vecchio consacra il fanciullo al re di Karelia, del che
Väinämoinen si sdegna e parte per sempre, predicendo che si avrà
bisogno di lui ancora una volta per fabbricare al popolo un nuovo Sampo, una
nuova Kantele e una nuova luce. Fa vela, con una barca di rame, fino al punto
dove terra e cielo s'incontrano e dove forse egli ancora aspetta, ma ha lasciato
al popolo in eredità la Kantele e i suoi grandi canti (475-512). Chiusura
(513-620).