Notizia
Questa strana e misteriosa parola la trovai citata da Shippey in The Road to Middle-earth. How J.R.R. Tolkien created a new mythology e in riferimanto ad un articolo scritto dal Prof. nel 1967 in onore di W. H. Auden, intitolato appunto "For W. H.A.". Ecco le parole di Shippey a p. 26:
"In one of his last published poems, a tribute in Old English to W. H. Auden, with facing-page modern English translation, Tolkien begins by calling Auden a wóšbora, and ends by promising him lasting praise from the searožancle. The first noun is translated, one [who] has poetry in him, and the second as the word-lovers. Word-lovers is, however, etymologically parallel with 'philologists'."
Dunque la traduzione "amanti delle parole" (o "amanti della parola") era lesatta traduzione che Tolkien stesso dava a searožancle e in questo contesto appare evidente che tale parola era connessa ma al tempo stesso distinta a wóšbora, tanto che affiancata a questultima. Searožancle sembra indicare delle persone capaci di apprezzare, capire e quindi decantare la produzione di un poeta, che altro non č quello che Tolkien diceva che i filologi avrebbero dovuto essere (vedi in proposito "Beowulf: the Monsters and the Critics").
Ma se si va in cerca di questa parola nel dizionario di Antico Inglese (io ho usato An Anglo-Saxon Dictionary, Oxford Univerity Press, 1898 anche perché č molto probabile che Tolkien, almeno allinizio dei suoi studi, usasse lo stesso dizionario allUniversitą), si scopre che:
- searo (searu) = "cunning", "skilfull" (sia con connotazioni negative che positive, dipende dal contesto); ma anche "art", "skill", "cleverness", "sagacity"
- žanc = thought
- searu-žancol = "of cunning thought", "sagacious", "wise" (dove man o person risulta essere ovviamente enclitico).
A questo punto una domanda sorge spontanea: ma come fa (e soprattutto perché) Tolkien traduce searožancle con "gli amanti delle parole" quando letteralmente tale termine indica "(persone) sagaci/ dal pensiero penetrante"? Dando unocchiata alle varie fonti in cui compare questa parola ne ho trovata una dove tra laltro searožancle viene coniugata proprio come la usa Tolkien:
Gesęton searožancle sundor tó rune (The Life of St.Andrew)
Ora non so esattametne cosa significhi questa frase, anche perché cosģ, estrapolata dal suo contesto risulta essere piuttosto oscura ("Vegliavano i saggi in disparte i discorsi"), ma la cosa significativa penso che sia luso della parola "rune" per indicare discorsi, visto che in Antico Inglese run, e (f) =
- whisper, speech not intended to be overhead, confidence, counsel, consultati
- secret
- of what that is written with the idea of magic and mistery
e tale termine č attestato in altre lingue germaniche (Norreno: run, Gotico: runa, Alto Ted. Antico: runa) con lo stesso significato in cui prevale la connotazione di mistero/segreto e allo stesso tempo l'associazione che designa tale parola conferisce un certo "potere" al soggetto. La mia ipotesi č quindi che Tolkien, da quale "innamorato e affascinato dalle parole" quale era, con searožancle intendesse quello che per lui doveva essere il vero filologo, ovvero "colui la cui saggezza č data dal suo amore per le parole e per i segreti che racchiudono".