Una intervista a Francesco Saba Sardi
a cura di Franco Manni (attuale editorialista di Endore )
per la pubblicazione STI "Terra di Mezzo"

Francesco Saba Sardi, triestino di nascita, vive e lavora a Milano. Durante la sua lunga attività di "interprete della scrittura" ha pubblicato ventisette libri scritti propri e circa seicento traduzioni. Sono sue le versioni italiane de il Silmarillion , i Racconti Incompiuti e Albero e Foglia

Come è entrato in contatto con l’opera di JRRT ?
Premetto che di mestiere pratico la scrittura, come autore in proprio e come "interprete" di scritti altrui, cioè come traduttore a tempo pieno: ho pubblicato 27 libri e ne ho tradotti circa 600 da 5 lingue moderne, Ora, non ricordo se ho proposto io o è stata la Rusconi a propormi di tradurre il Silmarillion . Sono cose di 20 anni fa.

Quali sono stati i problemi connessi alla traduzione ?
Il Signore degli Anelli era stato già tradotto da altra persona e, secondo me, tradotto in maniera piuttosto discutibile; i nomi propri in italiano fanno ridere, per esempio Rivi Tenebrosi. Traducendo per secondo ho dovuto in gran parte, per non disorientare il lettore, mantenere le scelte già fatte. Se fossi stato io a tradurre per primo, avrei certo tradotto in italiano i nomi propri inglesi, ma in un italiano meno sciocchino. Per esempio Orcs in Orchi e non in Orchetti, che sa di favoletta infantile. Anche se riconosco che tale registro linguistico ha contribuito molto alla diffusione del libro in Italia, soprattutto negli ambienti cattolici. Questo però per me non è un titolo di merito, anche perché sono agnostico e autore di libri che la Chiesa considera disdicevoli.

Come valuta l’opera di JRRT ?
Non sono un tolkieniano, però, entro certi limiti, questo autore mi ha interessato. Il Silmarillion e i Racconti incompiuti sono decisamente di buon livello letterario, ed è evidente la capacità dell’Autore di usare registri linguistici e stilistici "alti". JRRT era una persona molto colta. Approvo la decisione del figlio di "grattare i cassetti" del padre. La "mitologia" che è stata così ritrovata, e che è esposta soprattutto nel Silmarillion, è come l’Antico Testamento di una "Bibbia" di cui il Signore degli Anelli è il Nuovo Testamento. E proprio come, in confronto all’Antico, io trovo banale il Nuovo Testamento, così trovo banale il Signore degli Anelli se confrontato col Silmarillion : è una favola, anzi una favolina affetta da "buonismo".

Quale personaggio tolkieniano le è rimasto in mente ?
Nessuno. Ma ciò mi sembra adeguato al tenore del Silmarillion che imita lo stile antico e medievale, quando si mettevano in scena "emblemi" e non "personaggi". Il primo vero personaggio della letteratura occidentale è stato Don Chisciotte. Poi, col Romanticismo, il personaggio ha trionfato. Per me il Romanticismo è deleterio, ha causato il colonialismo e le due guerre mondiali. Ci sono eccezioni, cioè autori più che validi pur essendo postromantici : Kafka, Joyce, Beckett. Secondo me, la ricerca psicologica è la morte della letteratura, poiché ha a che fare con la morale e con la politica ma non con l’estetica. Per me la letteratura, citando Blanchot, è "insensato gioco". L’arte non deve essere "imitazione" della realtà, anche perché la realtà stessa è sempre, come oggi si dice, virtuale. L’arte deve essere "invenzione" di "altro", quell’ "altro" che si rivela nei sogni. L’errore di JRRT nel Signore degli Anelli è stato di cedere all’idea aristotelica e auerbachiana di "imitazione". Invece l’arte inventa il mondo e si oppone alla scienza (e alla teologia e alla filosofia che sono le madrine della scienza) perché la prima non ha scopo, mentre la seconda ha per scopo l’affermazione del potere, del dominio. Oggi la scienza ha successo per lo stesso motivo per cui il cristianesimo ebbe successo : si è alleata con l’ Imperatore.

A quali altri autori della letteratura inglese avvicinerebbe il JRRT del Silmarillion ?
A Chaucer, a Marlowe, al clima tardomedievale anglosassone, in cui non c’è il gusto per le ricerche psicologiche ma c’è invece il gusto per l’intreccio, per l’evento metaforizzato.

Quali sono i suoi autori preferiti ?
Domanda alla quale mi è impossibile rispondere. Comunque depreco Cartesio e la "clarté": la poesia tende all’ oscurità, è viaggio agli Inferi. Ma amo anche un favolista secentesco come Perrault. Ha inventato Cappuccetto Rosso, favola che poi è stata rovinata dai fratelli Grimm - romantici, buonisti e piagnoni - che ne hanno stravolto il finale.

Secondo lei, perché il Signore degli Anelli ha avuto tanto successo ?
Una causa l’ho già detta, ed è il buonismo. La seconda causa è la banalità. JRRT scrivendolo ha tenuto presente il punto di vista del lettore, cosa che un autore dovrebbe cercare di evitare. E’ solo il punto di vista del lettore che decreta il successo di un libro, e il lettore vuole leggere solo ciò che ha già in qualche modo imparato o annusato, vuole la banalità. Questo è frutto in gran parte della scuola; sin dalle elementari l’immaginazione è repressa, la scuola è una macchina di omologazione che insegna a preferire ciò che già si sa, mentre l’arte è la negazione di ciò che si è imparato. La scuola prepara ai negotia, a detrimento della "creazionalità" degli otia, che sono fruttuosi : lasciano il campo all’immaginario .

Ma, perdoni, Lei - coi 27 libri scritti e i 600 tradotti - sembra una persona piuttosto indaffarata che oziosa...
Beh...è successo che il Caso mi ha permesso di guadagnarmi da vivere coi miei otia ; e del resto io non so far altro, non ho altre passioni, tranne viaggiare e fare l’amore.