Il mito dei Fanes

Le Dolomiti sono sicuramente un posto fatato, molto Elfico, direi. Passandoci le vacanze estive ho scoperto che, nel cuore delle Dolomiti ladine si è tramandato un mito: il mito del Popolo dei Fanes (o di Fanis, dal luogo ove dimoravano.)

La trama in estrema sintesi (ed evitando il più possibile gli "spoiler")
Esisteva un tempo il Regno di Fanis. I Fanes, come si chiamavano le genti del Regno di Fanis, erano un popolo mite, alleato con le marmotte che, in caso di pericolo, permettevano loro di usare le loro grotte come rifugi. Ma venne un tempo in cui la Regina di Fanis sposò un principe forestiero, e gli cedette lo scettro. Questo re disdegnò l’alleanza con le miti marmotte e preferì allearsi con le aquile.

Egli iniziò una serie di guerre, per ampliare il potere e la ricchezza del regno. E in queste guerre combatteva Dolasilla, la Principessa Reale, protetta dal grande scudo di Ei de Net (Occhio che vede nella Notte) il guerriero Duranno che l’amava. Un brutto giorno il Re dei Fanis, per brama di ulteriore potere e ricchezza, si mise d’accordo con il malvagio stregone Spina de Mul e decise di tradire il popolo dei Fanes, di "venderlo" ai suoi molti nemici, che gli mossero guerra. E così, nella battaglia di Pranlongià (località della Val Badia) l’esercito dei Fanes fu sconfitto e Dolasilla uccisa. Ma il "falso rego" non poté gioire della vittoria dei nemici del Regno dei Fanis perché fu tramutato in pietra sul Passo (il Falzarego) da cui assisteva alla battaglia. La regina riuscì a fuggire con parte della sua gente, facendosi dare asilo dalle marmotte, loro antiche alleate. E talvolta, di notte, viene vista solcare con la sua barca il lago di Braies, aspettando il tempo promesso per il risveglio dei Fanes. Il mito continua con la storia del Principe Aquila, altro figlio della Regina di Fanis e del "Falzo Rego".

La storia di questo principe sfortunato ha moltissimi tratti esattamente uguali (nella versione riportata dalla Dal Lago) a quella di Turin Turambar e, dicono i dotti, di Kullervo nel Kalevala (mitologia finlandese). Per esempio, Lidsanel, questo il nome del principe di Fanis, durante la sua breve vita, dovette scontare di non avere patria e di essere perseguitato dall’odio di Spina de Mul, lo stregone dalle spoglie di carcassa di mulo. Sempre per evitare di "bruciarvi le sorprese", di questo sfortunato eroe e della sua triste storia non dirò altro.

In libreria

Commento
Ho letto tutti i libri che ho citato nella sezione precedente. Sono stati tutti acquistati tra il 1987 ed il 1991.
Per quel che riguarda i primi due, essendo la trasposizione scritta di fonti diverse, e prevalentemente orali, hanno una struttura "discontinua"; a parti appena abbozzate, seguono parti descritte più approfonditamente. Potendo scegliere, vi consiglio di leggere l’opera della Dal Lago, vista la somiglianza della storia del principe Lidsanel con quella dei Turin Turambar, la cui storia è ben nota a noi tolkeniofili. Sfortunatamente (vedi sopra) questo libro è attualmente introvabile (salvo bancarelle dei libri usati). Per cui bisogna "ripiegare" sull’opera di Wolf che comprende una versione della storia di Lidsanel diversa da quella citata dalla Dal Lago e completamente diversa da quella di Turin Turambar. Il libro di Neri, basato sulle stesse leggende, racconta solo la prima parte del mito dei Fanes: l’opera è più estesa delle precedenti (250 pag.) perché l’autore ha "rimpolpato" con la sua fantasia lo "scheletro" della narrazione orale. E’ stato acquistato su una bancarella, pertanto credo non sia più in catalogo.