Sulla regalità in ISDA

Salve!

Quanto segue e' un esempio di interpretazione un po' eterodossa di ISdA. La restaurazione della regalita' e' spesso considerata uno degli elementi essenziali del romanzo di Tolkien: una specie di meta, di punto culminante dell'opera (insieme alla sconfitta del male/potere, alla dipartita degli elfi dalla TdM, al passaggio all'era degli uomini etc.). Tenendo appunto presente il fatto che ISdA chiude un'era e ne apre un'altra, il tutto sotto il segno della malinconia per un passato glorioso che si perde definitivamente nel mito e dell'accettazione di un futuro piu' prosaico e a misura d'uomo (di hobbit) che diviene il presente, ho cercato di re-interpretare la rappresentazione che Tolkien ci offre del potere regale.

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La regalita' e' presentata in ISdA in un duplice modo: 1) salda e gloriosa nel mondo elfico (il primato di Elrond a Imladris, di Galadriel in Lothlorien e di Cirdan nei Porti Grigi e' percepito dal lettore come un dato di fatto tanto naturale da essere del tutto indiscutibile - nel senso che, nell'ambito del romanzo, non e' ne' discusso ne' messo in discussione), 2) debole o addirittura assente nel mondo umano, sia da un punto di vista statico (in relazione cioe' al quadro che l'autore ci presenta: il re di Rohan e' vittima di un pessimo consigliere, ed e' divenuto debole e pauroso; quello di Gondor e' addirittura assente), sia da un punto di vista dinamico (vale a dire nello sviluppo delle due strutture di potere messo in scena da Tolkien: Theoden ritrova vigore e coraggio, ma perisce sul campo di battaglia e la salita al trono di suo nipote Eomer e' se non passata sotto silenzio quanto meno relegata in secondo piano a causa della battaglia in corso; per cio' che attiene Gondor, basti dire che se e' vero che la cerimonia di incoronazione di Aragorn costituisce un episodio ben definito, e' altrettanto vero che l'attenzione dell'autore si allontana poi rapidamente dai fasti - un po' avulsi dalla narrazione - della restaurazione del regno e si concentra sullo scioglimento della Compagnia dell'Anello, sulla piccola ma concreta tragedia della Contea e sulla partenza di vari personaggi dalla Terra di Mezzo, tanto che si puo' dire senza tema d'errore che proprio questi ultimi sono gli episodi-chiave del finale del romanzo).

Come interpretare tutto cio'? Si puo' ipotizzare una sorta di disagio da parte dell'autore nel rappresentare un potere saldo, incontrastato, glorioso e allo stesso tempo benevolo e informato dalla saggezza. E' come se una tale immagine, in special modo nel contesto di un romanzo incentrato sulla lotta contro il potere quale centro organizzante e sul rifiuto di esso, corresse il rischio di apparire stereotipa, vuota e in sostanza menzognera.

ISdA e' un romanzo di uomini e hobbit (questi ultimi ancora piu' umani dei primi, se possibile) e Tolkien li ammonisce a non considerare mai la regalita' perfetta e il potere che orienta a se' ogni cosa quali entita' di questo mondo. Gli elfi conoscono ancora l'uno e l'altra (o meglio: ne hanno conosciuto l'essenza nelle ere piu' antiche e ne hanno appreso dolorosamente le regole terrene - e potremmo dire che da questo punto di vista "Il Silmarillion" svolge nei confronti di ISdA una funzione di ulteriore svelamento e, al limite, di demistificazione), ma il tempo degli Eldar nella Terra di Mezzo e' giunto ormai a conclusione. Nel mondo, ormai, il potere carico di maesta' e giustizia puo' caratterizzarsi soltanto come evento eccezionale - tanto eccezionale da apparire quasi irreale, estraneo, al pari di una festa (l'incoronazione di Aragorn), alla naturale concatenazione degli eventi (e alla stessa narrazione) - o come un'immane o odiosa sciagura (il dominio di Sauron, quello di Saruman nella Contea - e quest'ultimo rappresenta di fatto l'ultima parola dell'autore sul potere).

Che lo sguardo di Tolkien si distolga dal restaurato regno di Gondor e si concentri sul coraggio degli hobbit e sulle malinconie di chi viaggia fino ai Porti Grigi solo perche' un intimo, nascosto convincimento impedisce all'autore di credere nella possibilita' stessa di un potere umano non tirannico??

ciao
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Fritz Tegularius Iafo#16-abBattiato-FeSToso#14
"Sia pace a Gerusalemme,
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